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Case di cura, emanata ordinanza di emergenza

Case di cura, emanata ordinanza di emergenza

Case di cura, emanata ordinanza di emergenza

TORONTO – Il governo dell’Ontario ha emanato un’ordinanza di emergenza che gli consentirà di nominare un dirigente incaricato di sorvegliare la risposta al Covid-19 nelle case di cura a lunga degenza dove sono scoppiati focolai del virus.

È una situazione drammatica quella delle case di cura che dall’inizio della pandemia stanno facendo i conti con la diffusione del virus che miete vittime con frequenza quotidiana.

I numeri danno un’idea dello tsunami che ha investito queste strutture: sono stati 249 i focolai di virus in 626 residenze dell’Ontario, i morti rappresentano oltre il 75% di tutti i decessi causati dal coronavirus.

Nel comunicato stampa del governo si legge che quando sarà necessario “l’ordinanza di emergenza supporterà l’uso di alternative di gestione rapide, immediate ed efficaci per proteggere i residenti e il personale all’interno della casa”.

Non è chiaro però se la provincia abbia in programma di nominare qualcuno per guidare la risposta a COVID-19 nelle strutture di assistenza a lungo termine dell’Ontario.

“Stiamo facendo tutto il possibile per rafforzare la struttura di protezione attorno ai nostri residenti nelle case di assistenza a lungo termine e attorno all’eroico personale di prima linea che si prende cura di loro. Facendo questo passo, saremo meglio preparati a entrare immediatamente in azione se una di queste strutture sta lottando per contenere questo virus mortale”, recita il comunicato che porta la firma del premier Doug Ford.

Il governo provinciale ha precedentemente adottato disposizioni di emergenza in base ai quali il personale delle case di cura a lunga degenza non può lavorare in più di una struttura mentre viene permessa la riassegnazione del personale ospedaliero per far fronte alla carenza di personale.

Il dottor Merrilee Fullerton, ministro del Long-Term Care, ha affermato che quest’ultimo ordine di emergenza “rappresenta un ulteriore passo” per “garantire alle case il sostegno di cui hanno bisogno in questo momento difficile”.

Intanto ha scatenato un’accesa polemica il mancato supporto del premier Ford alla richiesta della leader dell’Ndp Andrea Horwath di un’inchiesta pubblica per fare luce sulla strage di anziani nelle residenze di cura.

Ford non si è espresso in proposito ma ha promesso una “revisione completa” del sistema di assistenza della provincia. Ma la scia caratterizzata dalle innumerevoli morti di anziani e da quella di alcune Personal Support Worker (Psw), personale di sostegno personale, non si arresta.

Dopo le tre dipendenti di queste strutture decedute nelle settimane scorse, ieri il Covid-19 ha falciato la vita di un infermiere, il primo in Ontario. Brian Beattie, che lavorava a Kensington Village a London, è morto due settimane dopo aver contratto il virus. Cinque sono gli anziani deceduti nella struttura, otto i membri dello staff risultati positivi al coronavirus.

Nel frattempo, con la morte di un altro anziano, sono salite a 18 le vittime a Villa Colombo Vaughan.