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Case di cura e Covid, prime raccomandazioni  

Case di cura e Covid, prime raccomandazioni  

Case di cura e Covid, prime raccomandazioni  

TORONTO – Il rapporto finale sulle case di cura a lunga degenza, dove il Covid-19 ha fatto strage di anziani, verrà consegnato al governo entro il 30 aprile prossimo ma alcune delle raccomandazioni in esso contenute sono già state comunicate affinchè vengano messe subito in atto. Un rapporto, questo, il cui compito è portare alla luce del sole tutte le problematiche delle case di cura della provincia dell’Ontario a§ nchè si possa correre ai ripari.

La prima ondata della pandemia di Covid-19 ha colpito il 55% di tutte le case di cura della provincia mentre il 75% di tutti i decessi sono stati residenti di queste strutture. Le cause di quella che è stata definita la ‘strage silenziosa’ di anziani vanno ricercate innanzitutto, si legge nella relazione, nella carenza di personale e nella mancanza di e§ caci misure di prevenzione e controllo delle infezioni (Ipac).

Per quanto riguarda il personale delle case di cura a lungo termine, la commissione ha raccomandato di aumentare il numero di lavoratori di supporto personale (PSW), fornire ai residenti un minimo di quattro ore di assistenza al giorno e consentire alle famiglie di continuare a visitare i propri cari. Familiari che, la scorsa primavera – quando le visite sono state interrotte – non hanno più potuto avere contatti con i propri figli o i propri nipoti: soli, depressi, devastati sono i termini usati dagli anziani per descrivere il proprio stato d’animo nei primi mesi di pandemia.

Le raccomandazioni sono contenute nella lettera diretta al governo Ford ed al ministro per il Long Term Care, Merrilee Fullerton. “Sulla base delle informazioni che abbiamo raccolto sino ad oggi, riteniamo giusto fornire queste prime raccomandazioni ora, coerenti con il principio di precauzione, invece di aspettare maggiori certezze mentre la pandemia continua a crescere”, recita lo studio.

Per quanto riguarda l’Ipac (Infection Prevention and Control Canada) la commissione ha suggerito che ogni casa abbia un leader Ipac che possa garantire che il personale abbia una formazione adeguata e stia seguendo i protocolli appropriati. Inoltre i residenti hanno un migliore accesso ai test e risultati più rapidi. È di primaria importanza, inoltre, che i residenti positivi al Covid vengano trasferiti in spazi alternativi ed isolati a§ nchè si possa evitare il contagio degli altri anziani.

La commissione ha anche chiesto al ministero del Long Term Care di disporre di risorse per consentire più “ispezioni mirate e tempestive per garantire che le case stiano implementando correttamente le misure proattive dell’Ipac”. Non sono meno importanti, si legge ancora, le relazioni tra case di cura, ospedali e unità di sanità pubblica: è compito del governo quindi incaricare e formalizzare immediatamente le relazioni tra questi.

“Non è necessario attendere fino a quando si è verificato un focolaio prima che un ospedale locale assista o sia costretto ad assistere una casa di Ltc”, ha scritto la commissione. E a dare manforte, in questi giorni, alla casa di cura Prescott and Russell Residence a Hawkesbury – situata vicino al confine tra Ontario e Quebec – è la Croce Rossa canadese.

La struttura si trova ad affrontare un focolaio del virus con 78 contagi – 46 residenti e 32 dipendenti – mentre si attendono i risultati di altri 42 tamponi. La Canadian Red Cross coadiuverà temporaneamente la struttura nella prevenzione e nel controllo dell’epidemia, nella consegna dei pasti, nelle pulizie e nell’assistenza dei residenti.

Nel frattempo, le case di cura dellOntario tuttora con un focolaio di Covid-19 sono 82.