CorrCan Media Group

Case di cura, 71 decessi in una settimana

Case di cura, 71 decessi in una settimana

Case di cura, 71 decessi in una settimana

TORONTO – Ci risiamo. È un déjà vu. Nonostante siano passati molti mesi da quando durante la prima ondata il Covid-19 ha fatto strage di anziani nelle case di cura a lunga degenza, la situazione si ripete. La precedente esperienza negativa non è stata una lezione della quale il governo ha fatto tesoro. Sono stati 71 i decessi avvenuti in queste strutture nel giro della scorsa settimana.

La preoccupazione sale, le famiglie degli anziani sono in ansia, il terrore che si debba assistere per la seconda volta alla morIa delle persone che risiedono nelle case di cura, non dà tregua. Ed a poco o niente servono le rassicurazioni del premier dell’Ontario Doug Ford e del ministro della Salute Christine Elliott.

«Abbiamo fatto investimenti significativi per la protezione delle persone nel settore dell’assistenza a lunga degenza, ci siamo assicurati che siano forniti dei dispositivi di protezione individuale per il personale, che i residenti siano protetti dalla trasmissione esterna, sottoponendo regolarmente a test al personale ed i residenti stessi – ha detto la Elliott – continueremo a farlo. Passeremo anche ad alcuni dei nuovi test rapidi che abbiamo ricevuto di recente in modo che le persone possano conoscere l’esito più velocemente, che si tratti di familiari o personale, per far sì che possano fare visita ai loro familiari, per avere la certezza che non abbiano contratto il Covid-19».

Anche il premier ha assicurato ai residenti che farà tutto il necessario per proteggere i più vulnerabili e gli operatori di supporto personale (PSW) che si prendono cura di loro. «Stiamo facendo tutto quello che è in nostro potere per continuare a migliorare le misure di sicurezza in queste case di cura», ha aggiunto Ford.

Le buone intenzioni, si sa, non bastano. I numeri dei contagi che iniziano a salire con sempre maggiore velocità fanno presagire il peggio. Non ha peli sulla lingua il dottor Nathan Stall del Mount Sinai Hospital di Toronto, che ha accusato la provincia di aver dimenticato gli anziani dell’Ontario nelle case a lunga degenza nella prima ondata della pandemia, e di averli nuovamente lasciati in balia delle onde in questa seconda ondata.

I numeri del resto parlano da soli. Sono 101 finora le case di cura con un focolaio, i residenti infettati 719, i morti nelle ultime 24 ore 9 che portano il totale a 2.077. Ultima della serie è la casa di cura di Scarborough Rockcli. e Care Community gestita da Sienna dove sono al momento 7 gli anziani morti, 136 quelli positivi al virus. Sessanta invece i psw che lo hanno contratto.

L’impatto devastante del Covid in queste strutture in Ontario sconvolge il medico che non esita a definirlo “la nostra vergogna nella provincia”. «Siamo piuttosto allarmati e preoccupati per l’intensificarsi e il peggioramento della situazione nell’ambito dell’assistenza a lunga degenza durante questa seconda ondata – ha detto Stall durante una conferenza stampa ospitata dalla Registered Nurses ’Association of Ontario (RNAO) – sono in molti a parlare specificamente dello stato del nostro sistema sanitario per quanto riguarda i letti di terapia intensiva e la capacità degli ospedali, ma è davvero, davvero fondamentale mantenere l’attenzione anche sull’assistenza a lunga degenza». Senza interventi seri la situazione è destinata a peggiorare.

«Abbiamo avuto tra la fine di marzo e maggio un’accelerazione dei decessi nelle case di cura assolutamente catastrofica – quasi 2.000 le vittime – a ottobre c’è stata di nuovo una crescita esponenziale delle morti per cui chiediamo un’azione urgente all’interno del settore perché non possiamo fare in modo che accada di nuovo quello che abbiamo visto nella prima ondata », ha concluso Stall.