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Caos scuola e sanità: 144 giorni di vacanza per i parlamentari

Caos scuola e sanità: 144 giorni di vacanza per i parlamentari

TORONTO – Il settore scolastico è in rivolta, quello della sanità è sul piede di guerra.

La provincia sta vivendo un periodo di instabilità senza precedenti, con interi comparti produttivi che si ribellano alle politiche del governo conservatore per i tagli annunciati che graveranno sulle spalle di chi opera nello sviluppo e nella ricerca, nel turismo e nella cultura, nell’ambiente e negli enti locali.

Di fronte al caos figlio di questi primi dodici mesi di governo, il premier Doug Ford ha deciso di prolungare di un mese e mezzo la chiusura estiva dell’assemblea parlamentare.

Oggi infatti chiuderanno le porte di Queen’s Park, a un anno esatto dal voto provinciale che decretò il trionfo del Progressive Conservative e il crollo del Partito Liberale.

Stando alla scaletta parlamentare, i lavori dell’assemblea sarebbero dovuti ripartire il 6 settembre, ma una mozione presentata e approvata ieri ha spostato la riapertura del parlamento al 28 ottobre.

Per i deputati provinciali ci sarà un periodo di vacanza di 144 giorni, la più lunga degli ultimi 25 anni.

Anche se – avverte il governo su un comunicato – gli mpp continueranno a lavorare nei loro distretti. “Mentre i nostri eletti passeranno del tempo con i residenti delle loro circoscrizioni – si legge – lavorando (?) direttamente con le persone che gli hanno eletti, il governo continuerà a promuovere l’Ontario come una destinazione principale che è Open for Business e Open for Jobs”.

Mai dimenticarsi degli slogan che tanta fortuna hanno portato a questo governo. “Sin dal 7 giungo 2018 – prosegue il comunicato – il governo dell’Ontario si è mosso con un ritmo senza precedenti. Il governo ha inoltre promosso i risultati legislativi raggiunti, incluso il passaggio di 18 leggi, creando nuovi posti di lavoro, realizzando gli impegni presi con la sua piattaforma programmatica”. Per ora, a dire il vero, i risultati raggiunti dal governo sono stati abbastanza discutibili. La politica dei tagli lacrime e sangue sta scontentando un po’ tutti.

Al momento l’esecutivo Ford sta passando alla storia solamente per il suo rapporto quasi ossessivo con la birra: la legge sul buck-a-beer (che ha abbassato il prezzo minimo della birra), il via libera alla vendita di alcolici nei bar dalle 9 di mattina, l’approvazione del consumo di alcolici nei parcheggi degli stadi in concomitanza degli eventi sportivi, la proposta di legalizzazione del consumo di alcolici nei parchi pubblici, la liberalizzazione della vendita di birra nei corner store e la fine del monopolio dei Beer Store, progetto di legge questo approvato in via definitiva proprio ieri, all’ultimo giorno di lavori parlamentari.

Insomma, birra a parte di riforme epocali ne abbiamo viste davvero poche qui in Ontario. Comunque ne riparleremo tra poco meno di cinque mesi, quando finiranno le vacanze dei parlamentari provinciali.

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