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Braccio di ferro tra sindacati e governo

Braccio di ferro tra sindacati e governo

TORONTO – Uno dopo l’altro i sindacati degli insegnanti delle scuole dell’Ontario, stanno prendendo in considerazione la possibilità di ricorrere ad una serrata.

La distanza nei negoziati, a prima vista insormontabile, ha spinto dapprima l’Elementary Teachers’ Federation of Ontario (Efto), poi l’Ontario Secondary School Teacher’s Federation (Osstf) ed ora, ultima in ordine di tempo, l’Ontario English Catholic Teachers Association (Oecta) ad annunciare la decisione di far votare i membri all’inizio di novembre per decidere circa un eventuale sciopero in tutta la provincia.

L’Oecta, della quale Liz Stuart è presidente, conta oltre 45mila membri che sono insegnanti nelle scuole elementari e superiori del sistema cattolico.

La Stuart afferma che il voto a favore di uno sciopero è una dimostrazione di forza necessaria contro quelli che lei definisce i “tagli spericolati” della provincia.

Il gruppo dell’Ocse impegnato nelle trattative si è incontrato 17 volte con rappresentanti del governo Ford e con l’Ontario Catholic School Trustees’ Association.

«Abbiamo raggiunto un momento critico nel processo di contrattazione – ha fatto presente la presidente Stuart – gli insegnanti cattolici si oppongono fermamente all’agenda di educazione regressiva del governo conservatore Ford.

Il ministro ha dichiarato pubblicamente che il governo è pronto a fare investimenti nelle classi, ma al tavolo delle trattative sembra invece determinato a perseguire i tagli avventati».

Anche se il rischio sciopero aleggia, il sindacato fa presente che i negoziati con la provincia possono continuare mentre è in corso il voto di sciopero che si concluderà il 13 novembre.

«La nostra priorità è raggiungere un accordo che riconosca i contributi vitali degli insegnanti cattolici alla società e all’economia dell’Ontario, protegga dai tagli del governo e garantisca condizioni di apprendimento e di lavoro di qualità nelle nostre scuole – ha aggiunto la presidente dell’Oecta – per continuare a fare progressi, per dimostrare la solidarietà e la determinazione della nostra associazione è diventato necessario condurre un voto di sciopero.

Il governo finora non ha ascoltato i nostri rappresentanti al tavolo delle trattative, quindi chiederemo ai nostri membri di dimostrare di essere uniti e pronti a fare tutto il necessario per difendere il sistema educativo di livello mondiale finanziato dall’Ontario».

Mentre il sindacato è deciso a usare l’arma dello sciopero per fare pressione sul governo, il ministro della Pubblica istruzione Stephen Lecce che non sembra preoccupato dalla minaccia, ha rilasciato una dichiarazione rassicurante ai genitori affermando che il voto per dare il via ad una serrata è “parte del normale processo di contrattazione”.

Il voto del sindacato degli insegnanti cattolici arriva mentre la provincia è impegnata a negoziare con tutti i principali sindacati degli insegnanti, i cui contratti collettivi sono scaduti alla fine di agosto. Giorni fa l’Etfo e l’Osstf hanno avanzato la richiesta di un mediatore per riuscire a sbloccare le trattative e poter giungere un accordo prima di essere costretti ad incrociare le braccia causando gli inevitabili disagi ai genitori degli studenti.

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