CorrCan Media Group

Ancora scioperi, ieri chiuse le scuole cattoliche

Ancora scioperi, ieri chiuse le scuole cattoliche

Ancora scioperi, ieri chiuse le scuole cattoliche

TORONTO – Niente scuola ieri per migliaia di studenti del provveditorato cattolico dell’Ontario. I loro insegnanti, aderenti all’Ontario English Catholic Teachers’ Association (OECTA) hanno organizzato la loro seconda giornata di sciopero generale in tutta la provincia così come in molti provveditorati sono rimaste chiuse le scuole pubbliche elementari e superiori.

Continua il braccio di ferro tra insegnanti e governo che sono senza contratto di lavoro dallo scorso 31 agosto e che non riescono a giungere a una intesa con il governo Ford.

Da lunedì sono in corso i negoziati tra gli insegnanti dell’OECTA e i rappresentanti del governo ma, visto che di accordo ancora non si parla, i maestri delle scuole cattoliche hanno deciso di organizzare picchetti informativi davanti alle scuole e dimostrazioni davanti ad alcuni u‚ci dei deputati provinciali.

Simile è la situazione dei docenti delle scuole elementari pubbliche: le trattative tra il loro sindacato – l’Elementary Teachers’ Federation of Ontario – e la provincia si è interrotto bruscamente dopo tre giorni nei quali le parti speravano di poter giungere a una intesa.

Ieri sono rimasti chiusi le scuole di dieci provveditorati tra i quali quello di Durham, Peel e Upper Grand, oggi sarà invece il turno di altri nove board della provincia mentre domani la serrata interesserà tutte le scuole elementari pubbliche in qualsiasi angolo dell’Ontario.

I sindacati chiedono aumenti salariali di circa il due per cento per tenere il passo con l’inflazione, ma lo scorso anno il governo ha approvato una legge che limita gli aumenti salariali per tutti i lavoratori del settore pubblico all’uno per cento per tre anni.

I sindacati degli insegnanti, in particolare i tre che rappresentano gli insegnanti delle scuole secondarie, si oppongono anche all’aumento delle dimensioni della classe e ai requisiti obbligatori di e-learning imposti dal governo.

I Tories hanno annunciato lo scorso marzo che le dimensioni medie delle classi della scuola secondaria sarebbero passati da 22 a 28 e quattro corsi di e-learning sarebbero stati obbligatori per poter conseguire il diploma. Da allora la provincia ha fatto un passo indietro portando il numero di studenti per classe a 25 e riducendo i corsi obbligatori da seguire online a due. Non è sufficiente però per i sindacati che continuano la loro battaglia contro il governo.

La leader dell’NDP Andrea Horwath ieri ha persino chiesto il licenziamento del ministro dell’Istruzione Stephen Lecce.

«Abbiamo bisogno di un nuovo ministro da istituire con un nuovo mandato per tornare al tavolo delle trattative, i tagli devono essere eliminati e in questo modo si potrà giungere sicuramente a un accordo», ha tuonato la Horwath.

Una richiesta, quella avanzata dalla leader dell’NDP, caduta nel vuoto: un portavoce del premier Doug Ford ha dichiarato che il Lecce non sarà sostituito.

Nei giorni scorsi il premier ha ribadito di essere irremovibile per quel che riguarda, ad esempio, gli aumenti di stipendio degli insegnanti. «I genitori stanno perdendo la pazienza, noi stiamo perdendo la pazienza», ha detto Ford che non si è voluto pronunciare circa la possibilità di precettare gli insegnanti per obbligarli a tornare al lavoro.