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Alunni in classe a giorni alterni: famiglie nel caos

Alunni in classe a giorni alterni: famiglie nel caos

Alunni in classe a giorni alterni: famiglie nel caos

TORONTO – Ritorno in classe a giorni alterni: oggi un gruppo di studenti e domani un altro, con il collegamento remoto per chi resta a casa. Il modello “misto” ventilato dal ministro provinciale dell’Istruzione, Stephen Lecce, preoccupa moltissimo le famiglie dell’Ontario, che si chiedono come faranno ad andare a lavorare. Soprattutto quelle senza nonni, che si vedrebbero costrette a lasciare i figli a casa da soli.

I provveditorati scolastici di tutta la provincia stanno ancora sviluppando i “piani di emergenza” anti-Covid per settembre, sulla base delle istruzioni generali fornite dal Governo il 19 giugno scorso. Allora, il ministro Lecce aveva affermato che i provveditorati avrebbero dovuto preparare piani per tre scenari: regolare istruzione in classe con misure di distanza fisica, apprendimento remoto a tempo pieno, modello ibrido di entrambi gli approcci. Poi, ha dichiarato di aspettarsi che tutti gli studenti inizino l’anno scolastico 2020-21 con il modello misto, che vedrà non più di 15 studenti in classe frequentare a giorni o settimane alternati. E la sua aspettativa sembrerebbe confermata da una recente lettera ai genitori nella quale il provveditorato scolastico del distretto di Ottawa-Carleton ha presentato una proposta provvisoria per il prossimo anno scolastico: metà degli studenti frequenterebbero la scuola lunedì e martedì, mercoledì sarebbe un giorno dedicato alla pulizia approfondita delle scuole e giovedì e venerdì toccherebbe all’altra metà degli studenti entrare in classe.

Ma ogni provveditorato, di fatto, sembra andare da sé. Ryan Bird, portavoce del Toronto District School Board, ha detto che il TDSB sta prendendo in considerazione la realizzazione di “quadrimestri” di studenti delle scuole superiori, che vedrebbero l’anno accademico diviso in quattro sezioni di due corsi ciascuno.
«Il personale ha anche preso in considerazione i dispositivi di protezione individuale, la capacità di distanziare fisicamente studenti e personale, la capacità di passare dall’apprendimento remoto a quello personale, i trasporti e vari altri elementi», ha aggiunto Bird. «Nelle prossime settimane perfezioneremo ulteriormente i nostri piani e lavoreremo con il Ministero della Pubblica Istruzione e con i funzionari della sanità pubblica per finalizzarli in agosto».

E l’assistenza all’infanzia? Qui, le regole per il prossimo anno scolastico sono ancora meno chiare. Kerri Whitaker, presidente dei Sunshine Child-Care Centers, che gestisce diverse attività scolastiche nella zona di Toronto, ha affermato che molti dei modelli ibridi si dimostreranno insostenibili per i genitori e che «avere un giorno intero in cui le scuole sono chiuse complicherebbe ulteriormente le cose. È il mercoledì il problema», ha detto, aggiungendo: «Non saremo in grado di prendere la maggior parte dei bambini che hanno bisogno di noi». Secondo Whitaker, «disporre di un sistema basato su settimane alternate sarebbe più sostenibile dal punto di vista dell’assistenza all’infanzia».

Intanto, diversi provveditorati scolastici, tra cui Ottawa-Carleton e il Peel District School Board, stanno inviando sondaggi ai genitori per consentire loro di esprimere, nelle prossime settimane, la propria opinione sui piani di riapertura. Ma i risultati sembrano scontati…

(Nell’edizione di domani, un nostro commento sulle intenzioni del Governo provinciale di porre fine allo streaming nel grado 9)