CorrCan Media Group

Accordo lontano, terzo giorno di sciopero

Accordo lontano, terzo giorno di sciopero

Accordo lontano, terzo giorno di sciopero

TORONTO – Sbando, caos, confusione, incertezza.

Non c’è pace nel mondo della scuola dell’Ontario e, ancor peggio, non si intravede uno spiraglio di luce in fondo al tunnel.

La situazione è in una fase di stallo cronica come provano i negoziati che lunedì si sono interrotti ancora una volta lasciando via libera al terzo giorno di sciopero nelle scuole superiori in programma oggi.

«Non ha senso continuare i colloqui», ha detto lunedì sera il mediatore. «Il mediatore ha ritenuto che la distanza tra noi e il governo è così grande che continuare a negoziare non avrebbe portato da nessuna parte, sarebbe stato più frustrante che produttivo», ha convenuto il presidente dell’Ontario Secondary School Teachers’ Federation Harvey Bischof. Lo sciopero di oggi, ha lasciato intendere il sindacato, è stato quindi inevitabile.

A nulla è valso l’ennesimo invito del ministro della Pubblica Istruzione Stephen Lecce a portare al tavolo delle trattative nuove proposte, cosa che finora, dice, “non hanno fatto”.

Oggi, oltre a decine di scuole elementari di lingua francese in cui alcuni lavoratori sono rappresentati dall’OSSTF, sono rimaste chiuse le scuole che fanno capo ai provveditorati di York Region, Halton, Waterloo, Lakehead, Thunder Bay, Lambton Kent, Thames Valley District School Board, Kawartha Pine Ridge.

Ma il rinnovo del contratto dei 60mila insegnanti delle scuole superiori è solo il primo di una serie di nodi che stanno venendo al pettine: da sabato 21 dicembre anche i 45mila maestri delle scuole cattoliche aderenti all’Ontario English Catholic Teachers’ Association (OECTA) potrebbero incrociare le braccia.

Che il governo Ford e gli insegnanti della provincia siano ormai da tempo ai ferri corti, del resto, non è mistero: la scorsa settimana i quattro principali sindacati – l’Association des enseignantes et des enseignants franco-ontariens (AEFO), l’Elementary Teachers’ Federation of Ontario (ETFO), l’Ontario English Catholic Teachers’ Association (OECTA) e l’Ontario Secondary School Teachers’ Federation (OSSTF/ FEESO) – si sono rivolti al tribunale contro il Bill 124 che limita gli aumenti salariali per i lavoratori del settore pubblico.

Una legge che secondo loro “viola i diritti democratici di tutti i lavoratori nel settore pubblico dell’Ontario”.

Ma mentre da un lato lo scontro è tra governo ed insegnanti, dall’altro monta sempre più la polemica in seno al Toronto Catholic District School Board (Tcdsb) dove non è un segreto la guerra in corso tra i trustee Maria Rizzo e Michael Del Grande. La scintilla, sembra essere stata innescata dalla diversa posizione riguardo l’aggiunta di “identità di genere” e “espressione di genere” nel codice di condotta delle scuole cattoliche.

La modifica, approvata dai fiduciari scolastici il 7 novembre con il voto di 8-4 dopo mesi di acceso dibattito e una riunione fiume di sette ore, ha visto la Rizzo a favore e Del Grande fortemente contrario.

Il cambiamento apportato al Code of conduct del Tcdsb, aveva dichiarato Del Grande, “è contrario agli insegnamenti cattolici” ed adottare termini come “identità di genere”, “espressione di genere”, “stato familiare” e “stato civile” rappresenta “uno scivolone”.

Ad infiammare gli animi era stato il linguaggio forte usato dal trustee nel sostenere la sua convinzione. Convinzione condivisa dai trustee Theresa Lubinski, Garry Tanuan e Nancy Crawford e, ovviamente, dall’organizzazione Campaign Life Coalition.

La controversia non accenna a placarsi: ieri, ad esempio, da un articolo pubblicato dal Toronto Staremerge che a carico di Del Grande è in corso una investigazione del Toronto Catholic School Board a causa di una denuncia sporta dalla trustee degli studenti Taylor Dallin.

Il provveditorato ha ingaggiato un avvocato esterno per fare luce sull’incontro tra Del Grande e la Dallin avvenuto il 25 settembre al termine di un meeting per la formazione del sottocomitato “Catholic education and living our catholic values”.

La ragazza che ha 16 anni ha dichiarato di essere rimasta scossa dal comportamento aggressivo del trustee. «Non mi sono mai sentita maggiormente violata e molestata in tutta la mia vita», ha detto.

Secondo quando dichiarato dalla adolescente, Del Grande avrebbe iniziato una discussione sull’aborto nella sala dei trustee. «Non era nè il luogo nè il momento giusto – ha scritto la Dallin – Del Grande ha invitato altri trustee che stavano entrando nella stanza a dargli man forte ed ha urlato contro di me per la maggior parte della conversazione, ero spaventata e indifesa… ho provato a uscire dalla stanza ma non ci riuscivo perchè continuava a parlare con me”.

Dallin ha anche detto che Del Grande ha messo in dubbio la sua fede e ha detto che non stava adempiendo il suo dovere di fiduciaria cattolica a causa “delle mie opinioni progressiste”.

La scorsa settimana la Rizzo ha presentato un reclamo circa il comportamento di Del Grande avallando quanto detto dalla giovane trustee.

“A questo punto è una questione privata dal momento che abbiamo a che fare con uno studente ed una investigazione è in corso”, ha commentato il chair del Tcdsb Joseph Martino mentre il trustee Norm Di Pasquale ha detto di “non essere stato presente”.

“Sfortunatamente, poiché il caso è stato preso in esame in una riunione privata presso il provveditorato, non sono autorizzato a discuterne – ha affermato il trustee Markus de Domenico – posso dire però che ho sempre ritenuto la fiduciaria degli studenti Dallin una straordinaria giovane donna, un complemento esemplare al board. Sostengo pienamente il suo diritto a un ambiente sicuro”.

Fino al momento di andare in stampa non è giunta la risposta degli agli altri trustee del provveditorato cattolico di Toronto ai quali il Corriere ha inviato una email chiedendo il loro commento.

(il servizio completo è nell’edizione cartacea di oggi del Corriere Canadese: per abbonamenti, telefono 416 782-9222, e-mail info@corriere.com)