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Morire in un’azienda agricola dell’Ontario nel 2020

Morire in un’azienda agricola dell’Ontario nel 2020

Morire in un’azienda agricola dell’Ontario nel 2020

TORONTO – Il fatto che nel 2020 si debba ancora morire in un’azienda agricola dell’Ontario, in uno dei Paesi più ricchi, socialmente e tecnologicamente avanzati del mondo, il Canada, fa davvero riflettere.

Più di 670 lavoratori agricoli – la stragrande maggioranza dei quali immigrati dal Messico e da altri Paesi del Centro America, con permessi di lavoro temporanei – sono rimasti contagiati dal Covid-19 nelle ultime settimane e tre di loro sono deceduti. È accaduto in sei aziende agricole situate nella contea di Windsor-Essex, tra Leamington e Kingsville.

Sulla scia del contagio di massa dei lavoratori immigrati, l’organizzazione Justice for Migrant Workers, ha chiesto il fermo immediato dell’intera industria agricola dell’Ontario, sino a quando ogni posto di lavoro non sarà completamente sterilizzato per fermare la diffusione del Covid-19 tra i suoi lavoratori.

“Questo drammatico fiasco deve finire”, ha detto Chris Ramsaroop, leader di Justice for Migrant Workers. L’organizzazione umanitaria chiede un’azione immediata da parte di tutti i livelli di governo, per garantire che siano messe in atto norme adeguate in materia di salute e sicurezza.

A precisa domanda sulla vicenda, postagli dal Corriere Canadese, l’ufficio del ministro federale per l’immigrazione, i rifugiati e la cittadinanza, Marco Mendicino, ha risposto: “Siamo profondamente rattristati dalla morte di questi lavoratori. Queste morti sono tragiche e si debbono prevenire. Tutti meritano di lavorare in un ambiente sicuro e la sicurezza dei lavoratori stranieri è una priorità fondamentale per il nostro governo”.

Il premier dell’Ontario, Doug Ford, ha biasimato la “mancanza di cooperazione” da parte dei titolari di alcune aziende agricole della zona, bloccando il passaggio alla fase 2 all’area interessata dal contagio di massa.

Nel frattempo, la JMW ha chiesto che i lavoratori immigrati abbiano pieno accesso all’assistenza sanitaria, l’applicazione di tutte le norme a cui i lavoratori canadesi hanno diritto e che vengano garantiti i benefici della quarantena anche per gli asintomatici.