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Ultimi appassionanti giorni di campagna elettorale

Ultimi appassionanti giorni di campagna elettorale

TORONTO – Appena cinque giorni ci separano da un voto che mantiene tutti con il fiato sospeso, visto l’equilibrio suggerito anche dagli ultimi sondaggi. Come mai negli ultimi anni, specie a livello federale.

La campagna elettorale volge dunque alle battute finali e ieri è stata altrettanto intensa.

Il leader dei conservatori, Andrew Scheer, ha ieri ribadito che – parlando a Quebec City – che un suo nuovo governo terrà un consiglio dei ministri, alla prima settimana di gennaio, per discutere di commercio tra le province.

Scheer ha sottolineato che nominerebbe un apposito ministro per il commercio interprovinciale, con l’obiettivo di disegnare un nuovo accordo commerciale tra le province ed i territori del Paese. “Non dovrebbe essere più facile parlare di commercio con nazioni straniere, più che tra le nostre stesse province” ha detto Scheer. “Questo è molto frustrante” ha concluso.

Il leader conservatore ha poi visitato le comunità di Trois-Rivières, SaintMarc-sur-Richelieu e di La Prairie, in Quebec.

Sempre nella giornata di ieri, il leader liberale, Justin Trudeau – nella sua tappa a Fredericton, nel New Brunswick – ha tenuto a precisare che il suo maggior cruccio come primo ministro è stato quello di vedere quanto il Canada sia più diviso e polarizzato nella politica, rispetto a quando aveva iniziato il suo mandato ad Ottawa.

“Tutto ciò che ho fatto nel corso degli ultimi quattro anni – ha sottolineato Trudeau – è stato finalizzato a mantenere insieme ed uniti tutti i Canadesi. Nonostante questo ci troviamo in una elezione che ci vede divisi e polarizzati” ha affermato Trudeau. “Spero che i Canadesi siano uniti e che facciano la giusta scelta” ha proseguito il leader liberale.

Alla domanda di un giornalista su cosa ammiri del suo maggior rivale in queste elezioni, ossia Andrew Scheer, il leader liberale ha risposto “sembra sia un uomo molto legato alla sua famiglia”.

In mattinata, Trudeau aveva incontrato delle rappresentanze di anziani, promettendo loro che – un suo nuovo governo – garantirà migliori servizi per l’assistenza a domicilio e per quella sanitaria, destinate specie alle persone anziane a basso reddito.

Il leader neodemocratico Jagmeet Singh – che molti vedono come possibile alleato di Trudeau, in caso di governo a minoranza liberale – era ieri a Toronto. dove ha fatto tappa la sua campagna elettorale.

Ma lo stesso Singh ha risposto alle parole di Trudeau, il quale aveva detto (il giorno precedente, ndr) che un voto per l’NDP faciliterebbe la vittoria dei conservatori, sostenendo che “i liberali parlano come progressisti durante la campagna elettorale, ma si comportano poi come conservatori quando vanno al governo”.

Singh ha replicato alle altre parole di Trudeau per cui “i Canadesi dovrebbero votare per un governo progressista, e non per una opposizione progressista”, rispondendo “spero che (Trudeau, ndr) stia così invitando i Canadesi a votare per me. Perché noi siamo la vera alternativa progressista in questo Paese” ha concluso il leader neodemocratico, con una punta d’ironia.

Era invece in British Columbia la leader dei verdi, Elizabeth May, che ha visitato la città di Kamloops per sostenere i candidati locali.

Nel frattempo, gli ultimi sondaggi danno più che mai la sensazione di un’assoluta parità tra i maggiori partiti.

Secondo l’ultima ricerca demoscopica e‹ettuata dalla Nanos Research, infatti, liberali e conservatori sarebbero esattamente pari ed entrambi al 32% dei favori dell’elettorato.

Ai neodemocratici andrebbe il 19%, mentre ai verdi il 9% dei consensi.

Il 6% degli intervistati ha scelto il bloc quebecois, mentre solo l’un per cento il PPC di Maxime Bernier.

Quanto al prossimo primo ministro preferito, il sondaggio vede Justin Trudeau al 29%, appena un punto in più del maggior rivale, il conservatore Scheer col 28%. Jagmeet Singh sale al 18% dei consensi, mentre Elizabeth May sarebbe all’8%, Blanchet al 3% e Maxime Bernier al 2%.

Giorgio Mitolo