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Express Entry, un disastro per gli italiani

Express Entry, un disastro per gli italiani

TORONTO – Era stata annunciata come la rivoluzione copernicana dell’immigrazione in Canada.

Un sistema efficiente, snello, pratico, capace di rispondere in modo sistematico alle esigenze del mercato del lavoro canadese.

Ora, a quasi quattro anni dall’entrata in vigore, l’Express Entry si dimostra per quello che è: un sistema farraginoso, contraddittorio, pieno di lacune, zone d’ombra, che invece di velocizzare la macchina migratoria l’ha zavorrata di infiniti passaggi burocratici, carte da bollo, lungaggini amministrative.

E per gli italiani i risultati sono disastrosi.

È questa la preoccupante istantanea scattata dal Corriere Canadese nell’analisi dei dati forniti dal ministero dell’Immigrazione sull’Express Entry che coprono il periodo che va dal gennaio 2015 all’aprile 2018.

I numeri che abbiamo esaminato fanno riferimento agli inviti inoltrati dal dicastero dell’Immigrazione ai candidati che sono entrati nel pool creato dallo stesso esecutivo attraverso tre diversi programmi: la Canadian Experience, il Federal Skilled Worker e il Provincial Nomenee Program.

Nell’analisi non sono presenti i dati relativi al Quebec, provincia che gode di una significativa autonomia sull’immigrazione e che ha potuto attivare programmi propri che non hanno le altre province.

Nel periodo preso in esame, poco più di 120mila lavoratori stranieri hanno ricevuto l’invito governativo, un documento che apre le porte del Canada al candidato e gli permette di avviare la procedura burocratica per l’ottenimento pressoché immediato della residenza permanente. Di questi, appena 445 sono italiani, pari allo 0,37 per cento del totale.

Seguendo l’evoluzione anno per anno, si scopre come non vi sia stato un rapporto proporzionale tra il numero degli arrivi totali con quello di chi aveva fatto domanda dal Belpaese. Nel 2015 attraverso l’Express Entry sono entrati in Canada 18.625 lavoratori stranieri: gli italiani sono stati solo 135.

L’anno successivo c’è stato un lieve incremento delle entrate totali – in tutto 22.760 – che è corrisposto a un calo degli inviti per gli italiani, appena 100.

Il 2017, almeno dal punto di vista numerico, c’è stato il boom degli arrivi, anche perché il motore del nuovo sistema è entrato a pieno regime, con oltre 62mila inviti: non per gli italiani, fermi a quota 150.

Nell’anno corrente, infi ne, di fronte a quasi 16.500 inviti, gli italiani che hanno ricevuto luce verde dal ministero sono stati solo 40.

Per quanto riguarda l’analisi della distribuzione geografi ca, dai dati si evince come gli italiani che sono riusciti ad ottenere i documenti necessari siano arrivati soprattutto in Ontario: 305.

Le altre due mete lavorative per chi è arrivato dal Belpaese attraverso l’Express Entry sono state l’Alberta e la British Columbia, entrambe con 70 arrivi.

Nelle altre Province e nei 3 Territori canadesi, nessun italiano è riuscito ad ottenere un permesso di lavoro attraverso il nuovo sistema voluto dagli ex ministro dell’Immigrazione Jason Kenney e Chris Alexander.

Un sistema che, nonostante le promesse elettorali, i liberali si sono guardati bene dal cambiare, lasciando in vita tutte le contraddizioni e le incongruenze venute alla luce in questi ultimi quattro anni.