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Addio a John Ciaccia, mediatore della crisi di Oka

Addio a John Ciaccia, mediatore della crisi di Oka

TORONTO – Seppure la sua statura politica avesse una certa rilevanza, Ciaccia sarà ricordato come il negoziatore della crisi di Oka del 1990. É scomparso qualche giorno fa, ad 85 anni, nella sua casa di Baconsfield, alla periferia di Montreal, John Ciaccia, politico, parlamentare e ministro provinciale, eletto nelle fila del Partito Liberale. Era nato in Molise a Jelsi, che la – sciò ancora bambino, insieme alla madre e alla sorella, per riunirsi al padre, già emigrato in Canada nel 1935. Avvocato, è stato per venticinque anni membro dell’Assemblea Nazionale del Quebec, dal 1973 al 1998. Durante il suo impegno al Par – lamento provinciale ha ricoperto incarichi alla guida di diversi ministeri: per l’Energia e le Risorse naturali, gli Affari Internazionali, gli Affari con gli Aborigeni, per l’Immigrazione e le Comunità cul – turali. Quando nel 1976 l’allora primo ministro Bourassa indisse le elezioni, il Partito Liberale fu sconfitto e l’onorevole Ciaccia si ritrovò sui banchi dell’opposizione. Nei nove anni successivi, durante i quali si alzò la voce del Partito separatista Quebecchese, John Ciaccia fu uno strenuo difensore del federalismo, al fianco dei non francofoni del Quebec. Partecipò attivamente alle campagne contro la separazione della regione francofona dal resto del Canada nel 1980 e nel 1995. Il suo momento di impegno politico ebbe il culmine quando nel 1990 fu coinvolto nella gestione della crisi di Oka. Nei primi mesi del 1989 l’Oka Golf Club aveva annunciato il desiderio di espandere i propri campi fino ai vicini territori della riserva di Kanehsatake, che comprendeva anche un cimitero dov’erano visibili tombe e lapidi. L’idea fece subito insorgere i rappresentati dei Mohawk e gli ambientalisti. Ciaccia tentò di suggerire alla sua controparte ad Ottawa, l’allora ministro federale per gli Affari con gli Aborigeni Tom Siddon, di acquistare quel pezzo di terreno necessario all’ampiamento dei campi di golf, ma il ministro non fu d’accordo. Nell’aprile del 1990, i negozia – ti subirono uno stallo ed allora i Mohawk eressero barricate e posti di blocco per impedire l’accesso al terreno. Qualche mese dopo seguirono anche dei fatti di sangue, con una sparatoria tra la polizia quebecchese e i Mohawk di Oka, nella quale rimase vittima un poliziotto. I fatti ebbero ampia risonanza nei media del tempo e ci fu anche l’intervento dell’Esercito. “Un funzionario governativo che cercava di mantenere la pace”, così lo ricorda Joe Delaronde, all’epoca ventinovenne e oggi Capo Tribù dei Mohawk di Kanehstake. “Ho sempre rispettato quell’uomo. Quando ha detto che avrebbe aiutato, non lo stava solo dicendo. L’ha fatto davvero”, ha aggiunto Delaronde.
In quei giorni difficili Ciaccia aveva messo a disposizione il suo pontile affinchè qualcuno del villaggio indiano potesse far rifornimento di cibo e medicinali per la sua gente. Solo nel settembre di quell’anno la popolazione dei Mohawk si arrese e il piano di espansione che prevedeva anche la costruzione di un complesso residenziale fu annullato. Diverse le scuole di pensiero sull’operato di Ciaccia: ci fu chi lo criticò per non aver preso una posizione più severa con i i nativi e chi apprezzò i suoi sforzi per trovare un punto d’incontro.L’eco della crisi arrivò anche al Parlamento Europeo che approvò una risoluzione con la condanna del trattamento che il governo canadese aveva riservato alle sue popolazioni indigene, ma per l’occasione Ciaccia difese il governo canadese.La vicenda turbolenta costò comunque all’onorevole l’incarico ministeriale e in un rimpasto di governo assunse il ministero del Commercio Internazionale.Nel 2000 John Ciaccia pubblicò un memoriale sulle vicende della crisi di Oka.La carriera politica del parlamentare italo-canadese ebbe altri episodi difficili come quello del 1974, quando Ciaccia fu sospeso per quasi due mesi dal caucus liberale, che approvò la legge 22 dove si limitava le decisioni dei genitori di madrelingua non inglese di mandare i loro figli ad una scuola inglese e stabiliva il francese come lingua ufficiale del Quebec. Insieme al suo collega Springate, Ciaccia si unì all’opposizione per votare contro quei provvedimenti.Ritiratosi dalla politica attiva nel 1998, l’onorevole ha continuato a sostenere il Partito Liberale del Quebec, opponendosi alla fusione delle municipalità di Montreal per costituire un’unica città metropoli.