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Nano-maglieria

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Nano-maglieria

Uno dei benefici della pratica del design, specialmente dal punto di vista artigianale, è che permette e giustifica comportamenti ossessivi che in altre circostanze suggerirebbero lunghe, costose sessioni di terapia psicoanalitica.

Althea Crome è una signora americana di 55 anni residente nello Stato dell’Indiana: uno di quei territori nel cuore degli Usa che vengono simpaticamente denominati “flyover states”, da vedere solo sorvolandoli mentre si viaggia tra due punti più importanti e più interessanti.

La Crome pratica la nano-maglieria. Con infinita pazienza – e con dei minuscoli ferri da maglia fatti con finissimi fili chirurgici d’acciaio – confeziona pullover, golf e cardigan che perlopiù non superano le dimensioni di un’unghia. E come se non fosse già abbastanza difficile lavorare dolcevita larghi solo 5 mm, i suoi disegni più spesso comprendono molti colori e immagini complesse tratte da una grande varietà di tradizioni artistiche: nodi celtici, la pop art di Andy Warhol, la mitologia egizia e le anfore greche.

Utilizza i fili di seta delle qualità più sottili e, secondo quanto è riportato sul suo sito, arriva a fare più di 80 maglie per pollice lineare – oltre 30 per centimetro. Il suo capo “tipo” arriva a 30mila maglie.

A volte misuriamo la salute mentale con i soldi. Althea Crome è tutt’altro che una svitata. Le sue opere si trovano nelle collezioni di diversi musei e in vendita attraverso un negozio online.

Sono apparse in un importante film d’animazione stop-motion nominato all’Oscar – “Coraline”, del 2009. I modelli variano in larghezza tra i 5mm e gli 1,5 cm, i prezzi invece dai $600 per i più semplici fino ai $7mila per una complessissima scena della Natività.

La Sig.ra Crome spiega che la sua ossessione ha preso forma guardando in TV i giochi Olimpici di Atene del 2004: “Ho trovato ispirazione dagli atleti e il loro desiderio di mettere alla prova i propri limiti fisici ed emotivi. Sembravano disposti ad affrontare sfide quasi insuperabili per trovare la risposta a una domanda universale: Fino a dove posso arrivare?”.