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La giusta motivazione

La giusta motivazione

La giusta motivazione

L’appropriata motivazione dei dipendenti è un tema gestionale importante. Prende fondamentalmente due forme: la punizione per il cattivo rendimento oppure la premiazione per un risultato invece positivo. È la seconda la tecnica più comune: ma non è sempre così…

Nel 1911 Felix Alston era il Direttore del Penitenziario dello Stato americano del Wyoming. Aveva una passione insana per il gioco del baseball e voleva che la sua squadra di giocatori/carcerati – gli All Stars – ottenesse i migliori risultati possibili.

Così, fece una proposta ai suoi atleti, tutti assassini o stupratori condannati a morte: fino a che continuassero a vincere, avrebbe bloccato l’esecuzione della pena capitale verso cui andavano incontro – all’epoca, normalmente eseguita entro pochi mesi dalla condanna.

La squadra appare al completo qui sopra. Il bambino biondo, la mascotte, era il figlio del Direttore Alston.

La forma di motivazione adoperata si rivelò efficace. Tra il marzo del 1911 e il maggio del 1912 la squadra vinse 39 delle 45 partite giocate, diventando il fenomeno della divisone “amateur” dell’ovest del Paese – con due particolarità… La prima era che i carcerati entravano in campo in catene. L’altra era che mentre i giocatori delle squadre concorrenti partecipavano per divertimento o al massimo nella speranza di farsi notare da una squadra professionista, per gli All Stars il risultato era letteralmente una questione di vita o di morte.

Non poteva durare. Il Giudice della Corte Suprema dello Stato, tale Kenneth Farchi, che “copriva” le sospensioni della pena – e che beneficiava delle sue grandi scommesse sulla squadra – si è trovato pressato dai parenti delle vittime dei giocatori affinché si eseguissero le pene comminate.

Scrisse al Direttore Alston delle “conseguenze catastrofiche” se le esecuzioni non fossero state riprese. Il primo dei giocatori a salire sulla forca era l’interbase Joseph Seng, un omicida. La sentenza fu eseguita nella notte del 24 maggio 1912 e agli effetti pratici gli All Stars finirono con lui.

Uno dei giocatori riuscì a evadere, cinque furono impiccati e gli altri cinque morirono nella camera a gas.

Si tentò in seguito di ricostituire la squadra partendo dalla popolazione generale del carcere, ma i nuovi All Stars non valevano niente. O erano semplicemente “scarsi” oppure mancava la giusta motivazione…