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Via il Parco Guido Nincheri, un altro schiaffo alla comunità

Via il Parco Guido Nincheri, un altro schiaffo alla comunità

Via il Parco Guido Nincheri, un altro schiaffo alla comunità

MONTREAL – Un altro schiaffo in faccia alla comunità italiana, questa volta dall’amministrazione di Montreal. Le reazioni vanno dalla delusione alla rabbia.

Denis Coderre, sindaco di Montreal, giovedì scorso ha annunciato che non ci sarebbe stato più il Parco Guido Nincheri. Il Parco sarà rinominato per onorare Quebec City (seggio del governo provinciale). Quattro statue donate da questo orneranno il luogo.

Guido Nincheri, le cui opere adornano 200 chiese in Nord America, dalla British Columbia alla Prince Edward Island, fino agli Stati Uniti, è stato un artista di fama mondiale. Lo Stato di Rhode Island gli attribuì la cittadinanza onoraria come riconoscimento per il suo contributo d’architettura e d’arte all’imbellimento del suo capoluogo, Providence.

Guido (Guidon per i Francofoni) frequentò l’Accademia delle Belle Arti a Firenze per dodici anni prima di emigrare a Montreal quando aveva 29 anni, con sua moglie, nel 1914.

Nei cinquant’anni successivi, il suo talento venne commissionato dall’emergente borghesia francofona e dalla Chiesa per costruire e adornare strutture un po’ ovunque. La qualità dei suoi affreschi gli fece guadagnare l’appellativo di “Michelangelo di Montreal”. Papa Pio IX si riferiva a lui come il più grande artista della Chiesa del Ventesimo secolo.

Nincheri sviluppò uno stile di pittura talmente unico e straordinario, in particolare adattato alle vetrate colorate delle finestre, che circa 200 chiese ospitano le sue opere – 125 di queste a Montreal e nel territorio circostante.

Lo studio da lui fondato si trova nelle vicinanze del parco che [ancora per poco] porta il suo nome.

Suo nipote, cercando a fatica di controllare le proprie emozioni, ha detto al Corriere in un’intervista telefonica che lui si sentiva “deluso, per non aggiungere altro”. La città non si è nemmeno consultata con lui. “Ho sentito dire che il Congresso sta organizzando un incontro con il sindaco per discutere di questo, nel prossimo futuro”.

Al momento in cui andiamo in stampa, le chiamate e le email del Corriere al Congresso e al sindaco non hanno avuto risposta.

Joyce Pillarella, una insegnate e storica, è stata molto più diretta: “Lo studio di Guido ha prodotto più di 5 mila vetrate colorate; lui personalmente era parte integrante di una nuova società canadese emergente per cinquant’anni. Questa decisione si avvicina a un tentativo bello e buono di cancellare [una parte] della storia. Manca di rispetto al nostro patrimonio culturale”.

Nel riconoscere il suo ruolo del dare a Montreal il suo carattere, il Consiglio Comunale di Montreal lo aveva dichiarato un “costruttore della Città”, postumo nel 1992, in occasione del 350° anniversario della città.

Nel 1997, il dipinto di una delle sue “Madonne” è stato immortalato su un francobollo canadese. Nel 2007 è stato dichiarato “Persona Storica Nazionale” dal governo canadese.

Allora perché tutto questo? Perché adesso? Tony Nardi, drammaturgo, sceneggiatore, produttore e candidato PHD, ex residente di Montreal, che ha portato il caso alla nostra attenzione, dice che questo sta andando avanti da anni.

Viene a galla quando la gente diventa compiacente, sottolinea Joyce, ma è importante “raccontare la propria storia e cosa sei”. Fra altro, Nincheri era Canadese. Quanti ce ne sono del suo calibro?

Questa città e questa comunità non si sono sviluppate in isolamento, in mezzo al vuoto.

Un paio di media in lingua inglese (Montreal Gazette e CTV) si sono già occupati della vicenda con commenti editoriali.

(Lunedì 28 novembre 2016)

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