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Tory: “No alle armi per una città più sicura”

Tory: “No alle armi per una città più sicura”

TORONTO – L’ultima sparatoria è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il consiglio comunale di Toronto, che aveva già in programma di votare a favore di una serie di iniziative legate alle armi da fuoco, ora chiederà a Ottawa di vietare la vendita di pistole nella città. Con il voto di 41-4, il consiglio ha approvato una mozione per chiedere al governo federale di vietare la vendita di pistole in città e alla provincia di mettere fuori legge a Toronto la vendita delle munizioni per armi da fuoco.
Non c’è più tempo da perdere: la città vuole ritornare ad essere un modello in quanto a sicurezza. La morte di Reese Fallon e Julianna Kozis, rispettivamente 18 e 10 anni, ed il ferimento di 13 persone non possono essere accettati passivamente.
In 29 dei 58 omicidi avvenuti a Toronto quest’anno, ha detto il sindaco Tory, sono state usate armi da fuoco. «Ma perchè le persone nella città di Toronto hanno bisogno di pistole? – ha detto il sindaco – il governo federale deve prendere in considerazione il divieto delle armi a Toronto così come il rafforzamento delle leggi esistenti sul traffico di armi da fuoco rendendo anche il tutto un po’ più difficile per le persone che hanno avuto problemi mentali».
Con le altre mozioni presentate martedì a City Hall sono state chieste maggiori risorse per sconfiggere il traffico di armi, l’assunzione immediata di 100 agenti di polizia e l’installazione di 40 nuove telecamere di sorveglianza a circuito chiuso.
I dati del National Firearm Registry mostrano che fino alla fine di gennaio di quest’anno 23.814 pistole soggette a restrizioni e vietate sono state registrate a persone che risiedono a Toronto – il numero equivale a quelle registrate in tutta la provincia della Nova Scotia durante lo stesso periodo.
Dal National Firearm Registry emerge che 227 delle pistole registrate a Toronto sono state rubate tra il 2001 e il 2016 e solo 34 di queste sono state recuperate.
L’Ontario è in testa a tutte le province in quanto a numero di immatricolazioni di pistole, con un totale di 276.464 su 829.527 immatricolazioni di pistole in tutto il paese: i dati si riferiscono agli anni precedenti il 2017.
Durante il meeting “Guns and Gangs” dello scorso marzo il ministro della pubblica sicurezza Ralph Goodale ha ribadito la volontà del governo di introdurre una legislazione che richiederà a chi le vende di tenere registri contenenti tutte le transazioni di armi da fuoco, compresi i dettagli sugli acquirenti. Il Bill C-71 costringerà i proprietari a ottenere autorizzazioni di trasporto formali per portare le loro armi da fuoco soggette a restrizioni e proibite, come pistole e armi d’assalto, da un armaiolo per la manutenzione o il qualunque altro luogo.
In Canada sono oltre due milioni i canadesi con il porto d’armi.
Ha sollevato polemiche la recente affermazione del sindaco Tory secondo cui le pistole usate per commettere crimini sono state acquistate legalmente e poi rivendute a persone malintenzionate. Tory ha escluso in pratica – ipotesi condivisa dalla polizia di Toronto – che le armi giungano illegalmente dagli Stati Uniti.
In una intervista di qualche tempo fa l’ex chief Bill Blair, attualmente ministro di “Border Security and Organized Crime Reduction”, aveva invece detto che il 70% delle armi sequestrate dalla polizia di Toronto vengono introdotte illegalmente dagli Stati Uniti: porre fine al possesso legale di armi non servirebbe in pratica a nulla. Le leggi ci sono, bisognerebbe solo farle rispettare e bloccare il flusso di armi che arriva dal confine meridionale del Canada.
Il dibattito è iniziato. La speranza è che si riesca ad arginare concretamente l’ondata di violenza armata che sta affliggendo Toronto.

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Feb Sun ,2018