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Tornati dalla Cina altri 185 canadesi

Tornati dalla Cina altri 185 canadesi

Tornati dalla Cina altri 185 canadesi

TORONTO – È atterrato ieri all’alba l’Airbus A-330 che ha riportato altri 185 canadesi da Wuhan, in Cina, all’aeroporto della base militare di Trenton, in Ontario.

Si è così completata l’opera di rimpatrio dei circa 400 canadesi che avevano fatto richiesta di assistenza, al governo di Ottawa, per lasciare la città cinese divenuta tristemente epicentro dell’epidemia di coronavirus.

Tutti i connazionali – come i precedenti 213, rientrati in Canada durante lo scorso fi ne settimana – trascorreranno ora il periodo obbligatorio di quarantena, pari a 14 giorni, negli alloggi sterili loro destinati all’interno della base militare CFB di Trenton.

In Canada sono sempre 7 i casi accertati di contagio da coronavirus, 4 dei quali in British Columbia e 3 in Ontario.

Confermato intanto il nuovo caso di contagio di un canadese a bordo della nave da crociera Diamond Princess – ferma nel porto di Yokohama, in Giappone – che porta ad otto il totale di connazionali colpiti dal coronavirus sui 136 contagiati a bordo del gigante dei mari.

Il governo di Tokyo sarebbe intenzionato a consentire ai passeggeri più anziani ed alle persone con malattie croniche (risultati negativi ai test, ndr) di lasciare la Diamond Princess.

A bordo ci sono circa 3.700 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio – tra cui anche 35 italiani – la cui permanenza in quarantena sulla nave è prevista sino al 19 febbraio.

A livello globale, il virus aveva ucciso – sino a ieri – 1.016 persone, su 42.638 casi confermati nella Cina continentale, ed infettato più di 43.000 persone in tutto il mondo.

Il primo vaccino per il coronavirus potrebbe essere pronto in 18 mesi” ha detto ieri il direttore generale dell’organizzazione mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, in un briefing di aggiornamento con la stampa a Ginevra. “Dobbiamo perciò fare di tutto e usare le armi a nostra disposizione per combattere il virus” ha aggiunto il massimo dirigente dell’Oms.

La febbre è il sintomo dominante della nuova infezione da coronavirus, ma all’inizio solo quattro pazienti su dieci la manifesterebbero. Per questo la sorveglianza basata esclusivamente sulla misurazione della temperatura corporea potrebbe risultare poco efficace, come del resto già indicato dall’organizzazione mondiale della sanità. A dimostrarlo è stato lo studio condotto – su oltre mille pazienti – dalla task force di esperti cinesi guidata da Zhong Nanshan, il virologo che, nel 2003, scoprì il virus della Sars.

In Italia, intanto, prosegue il periodo di quarantena – presso la città militare della Cecchignola – per i 55 italiani rientrati da Wuhan, mentre rimangono stazionarie le condizioni dei due cinesi ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma, senza che si sia verificato nessun altro caso di contagio.