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«Siate pronti a rimanere a casa tre mesi»

«Siate pronti a rimanere a casa tre mesi»

«Siate pronti a rimanere a casa tre mesi»

TORONTO – Il campanello d’allarme, qualora ce ne fosse stato bisogno, è suonato. «A causa del numero crescente di casi di Covid-19 i residenti dovranno probabilmente rimanere a casa un lungo periodo, forse anche tre mesi e avventurarsi fuori ’solo per i bisogni più essenziali’».

A dirlo, durante la conferenza stampa con il sindaco di Toronto John Tory, è stata il medical Officer of Health della città Eileen de Villa. Il medico ha diffuso nuove raccomandazioni atte a limitare la diffusione di Covid-19.

Sono 628 i casi confermati di Covid-19 a Toronto, 165 quelli probabili e 33 persone che vengono curate in unità di terapia intensiva. Numeri, questi, che salgono a gran velocità e che non fanno quindi sperare nulla di buono: l’aumento dei casi confermati nelle ultime due settimane è pari al 500%.

De Villa sta quindi raccomandando “con la massima fermezza possibile” che tutti i residenti di Toronto rimangano nelle loro case, limitando le loro uscite agli appuntamenti medici, per fare la spesa non più di una volta alla settimana o per portare a spasso i loro cani.

La de Villa ha affermato che sta anche usando la sua autorità ai sensi dell’Health Protection and Promotion Act per ordinare a tutti gli individui contagiati dal Covid-19 di rimanere a casa per 14 giorni. Inoltre, sta ordinando alle persone che sono state a stretto contatto con gli ammalati di autoisolarsi per un periodo di 14 giorni.

«Ritengo che tali misure debbano rimanere in vigore anche fino a 12 settimane. Ma per quanto tempo debbano essere messe in pratica e quanto grande sarà il successo in termini di controllo della diffusione del virus è interamente nelle nostre mani – ha detto – più siamo in grado di mettere in atto queste misure e più siamo capaci come comunità di aderire a queste raccomandazioni, più breve sarà la durata di queste misure e più potremo ridurre la perdita di vite umane nella nostra comunità».

Condivide appieno quanto affermato dal medico de Villa il sindaco Tory secondo cui il numero di contagi nella città sta andando nella “direzione sbagliata” ed è ora “assolutamente chiaro che questa sarà una battaglia molto lunga”.

«Credo che la maggior parte delle persone desideri che tutto questo finisca il più presto possibile e che farà quello che occorre per porre termine a questa situazione il prima possibile, il che in tutta sincerità significa probabilmente che saranno necessarie le 12 settimane a cui la dottoressa de Villa ha fatto riferimento», ha detto il primo cittadino.

Non sono facili da digerire le raccomandazioni formulate da de-Villa che Tory ha definito una “pillola amara” anche se, ha detto, “ci danno la possibilità reale di evitare il destino di New York City”.

La città di Toronto, il cui settore di vendita al dettaglio, ha registrato in due settimane una perdita pari a 291 milioni di dollari, ha già annullato i permessi per tutti i principali eventi e festival – tra questi anche il Gay Pride – fino al 30 giugno.

In conclusione alla conferenza stampa il sindaco Tory ha avuto parole di speranza e di incoraggiamento per i suoi cittadini. «Questa è una giornata difficile, ci saranno molti giorni difficili a venire ma li affronteremo a partire da oggi e continueremo così in modo da poter evitare giorni davvero bui – ha concluso il sindaco – questa città mi dà speranza ogni singolo giorno, anche oggi quando alcune cose possono sembrare tristi.

Voglio che l’annuncio di oggi vi dia speranza, voglio che riusciamo a darci speranza a vicenda e vi assicuro che se sappiamo cosa dobbiamo fare e facciamo quello che sappiamo dobbiamo fare, ne usciremo più forti e migliori di mai».