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Scuola, Lecce vuole ridurre la lista dei sintomi  

Scuola, Lecce vuole ridurre la lista dei sintomi  

Scuola, Lecce vuole ridurre la lista dei sintomi  

TORONTO – L’Ontario è sulle orme della British Columbia. Il ministro dell’Istruzione Stephen Lecce sta valutando la possibilità di accorciare l’elenco dei sintomi del Covid-19 che richiedono ai bambini di restare a casa da scuola, poco dopo che la British Columbia ha annunciato che sta facendo lo stesso.

Lecce ha detto di essere al lavoro con i funzionari sanitari della provincia per considerare possibili modifiche all’elenco, che in questo momento include mal di gola, congestione nasale e dolore addominale. Sono questi i tre sintomi che la provincia sulla costa dell’Oceano Pacifico ha deciso di rimuovere dalla sua lista di controllo, “data la probabilità molto bassa che questi sintomi da soli indichino un’infezione di Covid- 19”.

Il piano di riapertura della scuola dell’Ontario richiede ai genitori di sottoporre a screening i propri figli per un elenco di sintomi del Covid-19 e di tenerli a casa se mostrano segni del nuovo coronavirus. I bambini possono tornare a frequentare la scuola quando non mostrano più i sintomi che trovano posto nell’elenco.

Ma la possibilità che la provincia allenti le restrizioni e permetta ai bambini con qualche sintomo – che in teoria potrebbe essere quello di un comune raffreddore – non è stata accolta di buon grado dai medici e agli esperti in campo sanitario.

Il recente notevole aumento di contagi nella provincia non è un segnale positivo, dicono, i sintomi che dovrebbero essere depennati dall’elenco potrebbero mascherare una infezione di Covid e non essere solo un banale raffreddore o mal di gola.

«Dal momento che i problemi di trasmissione del coronavirus nella comunità non sono stati risolti, assisteremo a un numero maggiore di casi nelle scuole», ha fatto notare Prachi Srivastava, professore associato di Educazione globale presso la Western University. Srivastava ritiene che le scuole devono fare tutto il possibile per tenere fuori il Covid-19, dal momento che alcuni dei principali modi per ridurre la trasmissione – come la riduzione sostanziale delle dimensioni delle aule e il miglioramento dei sistemi di aerazione – non sono mai diventati realtà.

Dello stesso parere è anche Dina Kulik, pediatra e medico di pronto soccorso: «Personalmente credo che mentre assistiamo all’aumento dei contagi, l’approccio conservatore è il modo migliore per andare avanti – ha detto – sappiamo che il Covid si può manifestare nei bambini anche solo con il naso che cola». Intanto i contagi nelle scuole della provincia continuano a crescere.

Con i 31 nuovi casi di ieri (24 studenti, 3 insegnanti e 4 membri con mansioni non specificate), il numero delle infezioni è salito a 210. Le scuole con almeno un caso sono 178.

Da notare che in Quebec, dove le scuole hanno riaperto i battenti in anticipo rispetto all’Ontario, i casi di infezione hanno raggiunto ieri quota 400.

È di ieri la notizia che un’intera classe dell’asilo che si trova nella scuola di Toronto Swansea Junior and Senior Public School è stata costretta ad autoisolarsi dopo che un membro del personale è risultato positivo al virus. La buona notizia è che nessuno dei 24 bimbi è risultato positivo al Covid.

Esiste inoltre una carenza di insegnanti certificati in tutte le scuole a causa dello spauracchio Covid-19. A segnalare il problema è l’Ontario College of Teachers (Oct). In una lettera inviata agli insegnanti ormai in pensione, Oct chiede loro di tornare al lavoro se possibile, per dare una mano in questo momento di difficoltà.