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Più responsabilità consolari ai Patronati

Più responsabilità consolari ai Patronati

TORONTO  – La Parrocchia di Saint Margaret Mary a Woodbridge ha festeggiato il 60mo anniversario di fondazione con una serata di gala che si è svolta al Montecassino Place, sabato scorso, 21 ottobre. Tra gli ospiti è giunto da Ottawa anche l’avvocato Antonio Giannetti, vicesegretario del Pd Canada, che ha colto l’occasione per offrirci questo suo contributo.


  Ampliare le competenze e i servizi resi dai Patronati: ecco la mia priorità come politico. – Antonio Giannetti

 
Ritengo centrale la figura dei Patronati nell’ambito dei servizi resi ai nostri connazionali in Nord America, ed è per questo che il mio obiettivo principale è rivolto a loro. 
Ci sono tanti aspetti nel lavoro degli operatori di Patronato che spesso vengono sottovalutati; ho imparato a conoscerli, analizzarli e apprezzarli nel periodo in cui sono stato, io stesso, responsabile di un Ufficio di Patronato a Ottawa.
Purtroppo, siamo portati a pensare che fare Patronato significhi solo occuparsi di pensioni italiane, oppure di certificazioni di esistenza in vita.
Il Patronato è molto di più. 
Essenzialmente, il Patronato esercita attività di informazione, assistenza, consulenza e tutela in materia di previdenza, assistenza sociale e fiscale, oltre a occuparsi di immigrazione ed emigrazione.
Vi sembra poco?
E allora vi dico che il Patronato è servizio puro alla Comunità, anche sotto molti altri aspetti che vanno dalle domande di accertamento delle minorazioni civili (invalidità, cecità e sordità) a quelle relative all’handicap stesso. 
È vero, l’area della previdenza è tradizionalmente al centro dell’intervento degli Istituti, ma l’attività che viene svolta dai tanti Patronati ubicati nel mondo ha subìto nel corso degli ultimi anni significative trasformazioni. 
E, così, all’assistenza di tipo tradizionale, incentrata sulla compilazione e presentazione delle diverse domande, tese a ottenere le prestazioni, si sono affiancati interventi adeguati alle modifiche del quadro normativo di riferimento, in materia di trattamenti previdenziali obbligatori e complementari.
La loro attività si va configurando, sempre più, come consulenza globale per tutto ciò che riguarda il percorso previdenziale individuale e quello per previdenza obbligatoria e complementare. 
L’assistenza e la tutela individuale, che viene offerta, supporta le persone per tutto l’arco della vita. Con la loro attività, i Patronati hanno avuto un ruolo decisivo nel promuovere il riconoscimento dei diritti per gli italiani residenti all’estero, creando uno stretto rapporto con le comunità degli italiani all’estero.
Ed è proprio questo il punto di partenza dal quale vorrei iniziare la mia analisi.
Prendendo, infatti, le mosse dalla sempre crescente domanda di servizi consolari da parte dell’utenza di connazionali, personalmente, ritengo che credere di trovare la soluzione nell’apertura di nuovi consolati o nel richiedere l’incremento di personale nell’ambito dei consolati già esistenti, significhi solo aggravare i bilanci dello Stato e trovarsi spesso di fronte a risposte negative.   
La soluzione deve
 essere trovata altrove. Con il forte radicamento sul territorio, i Patronati, di fatto, svolgono già funzioni complementari e integrative a quelle dei vari Consolati e potrebbero seriamente affiancarsi a loro in quelle zone in cui, per esigenze di bilancio statale, i Consolati sono stati chiusi oppure i vice consoli onorari non possono operare adeguatamente.
La direzione verso cui governo, amministrazione, Patronati ed eletti all’estero si stanno orientando – da ultimo nell’incontro alla Farnesina del 3 ottobre scorso – è quella di ampliare le competenze delle funzioni di patronato.
Rilascio dei passaporti, pratiche di cittadinanza e per i visti, informazioni sulla fiscalità,  iscrizione all’Aire e rilascio di codici fiscali dovrebbero essere ad appannaggio anche dei Patronati, in una sorta di funzione di supporto integrativo della rete consolare.
Assolutamente d’accordo, ma questo, tuttavia, potrebbe essere un percorso lungo e pieno di insidie.
E, allora, ritengo che bisogna intervenire nel senso della semplificazione: la soluzione deve rendere il percorso più semplice e agevole possibile e in attesa di un provvedimento legislativo in tal senso, trovare soluzioni immediate che diano sollievo ai connazionali. 
Ecco, quindi, la mia proposta.
I Patronati diventano intermediari certificati di servizi consolari. 
Cosa significa? 
In realtà, di fatto i responsabili di Patronati che sono nominati Commissioner for Taking Affidavits sono già erogatori di servizio certificato.
Infatti, ad esempio, con una certificazione, rilasciata da un Commissioner – figura riconosciuta giuridicamente dal sistema giuridico sia canadese che italiano (il Commissioner, infatti, tra le altre cose, può autenticare la firma del sottoscrittore di una procura 

speciale da farsi valere in Italia) – che viene inoltrata alla CityBank, si attesta l’esistenza in vita dei nostri concittadini. E, allora, perché non permettere allo stesso responsabile di Patronato, nelle sue funzioni di Commissioner, di raccogliere nel suo ufficio, da un utente, una richiesta di certificazione, oppure di rinnovo passaporto o di rilascio di codice fiscale, e inoltrarla a mezzo Pec (Posta Elettronica Certificata) alla autorità consolare?
L’autorità consolare, ricevuta la richiesta certificata, provvede all’emissione del certificato e inoltra quanto richiesto – sempre a mezzo Pec – al responsabile di Patronato, il quale consegna quanto ricevuto al richiedente.
Semplice no? 
In questo modo, considerate le grandi distanze del Nord America e considerata la fitta rete capillare dei Patronati, si consentirebbe agli Italiani di fruire agevolmente della stragrande maggioranza dei servizi consolari senza dover affrontare lunghissimi viaggi verso i Consolati, snellendo il lavoro del front office degli uffici consolari con una notevole ottimizzazione del lavoro.
Il tutto a costo zero e senza dover ricorrere alla assunzione di altro personale nei Consolati.
Ed è per questo che invito tutti i Responsabili di Patronato a mettersi in contatto – antonio.giannetti65@gmail.com – per creare un tavolo di lavoro, intorno al quale sedersi e iniziare un percorso comune in questa direzione, a esclusivo vantaggio della comunità.
 
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Feb Sun ,2018