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Più decessi per coronavirus dove la sanità funziona meglio

Più decessi per coronavirus dove la sanità funziona meglio

Più decessi per coronavirus dove la sanità funziona meglio

OTTAWA – Un numero maggiore di morti per Covid-19 rappresenta la prova che il sistema sanitario funziona. Può sembrare un paradosso ma non lo è secondo una ricerca condotta da “Heart & Stroke”, organizzazione benefica canadese dedicata alla ricerca sulle malattie cardiache e l’ictus: in estrema sintesi, se il Canada ha visto più morti per coronavirus di Paesi con meno risorse sanitarie, significa che i canadesi vivono più a lungo grazie alla buona cura di molte malattie croniche che, però, li espongono oggi al rischio di morire di Covid-19.

L’autrice dello studio, la ricercatrice Cindy Yip (nella foto), afferma che i risultati sottolineano, di fatto, anche un altro aspetto: le devastanti conseguenze della cattiva salute del cuore, anche se sono disponibili eccellenti cure mediche e tecnologie. «La qualità delle cure è buona, ma non è sufficiente», afferma Yip: «I canadesi sono in qualche modo vulnerabili alle pandemie come quella del Covid-19 perché tanti di loro sono sopravvissuti ad altre crisi di salute».

«Poiché le persone vivono più a lungo con malattie croniche dovute a patologie cardiache e ictus – aggiunge Yip – dobbiamo intraprendere azioni ed abbiamo bisogno che i canadesi si prendano cura della propria salute al fine di evitare le conseguenze negative del Covid-19».

Lo studio rileva che l’11,7 per cento dei canadesi soffre di malattie cardiovascolari, inclusi gli ictus: un dato che colloca il Canada tra i primi 3 dei 63 Paesi studiati (peggio dell’11,6 per cento riscontrato negli Stati Uniti, del 10 per cento in Russia, del 7,6 per cento in Corea del Sud, del 4,3 per cento in India e del 3,8 per cento in Pakistan). Non solo: per quanto riguarda i tassi di mortalità per Covid-19, il Canada si è classificato fra i primi quindici di 65 Paesi (altri due Paesi, rispetto ai precedenti analizzati, disponevano di dati sufficienti), inclusi luoghi con risorse sanitarie inferiori come la Russia, l’India, il Pakistan e la Cina.

Lo studio ha esaminato i casi di Covid-19 riportati tra il 21 gennaio e il 30 aprile, quando il Canada ha elencato 54.457 casi confermati ed un tasso di mortalità del 6,1%. I tassi di mortalità stranieri più bassi includevano l’1% in Russia, il 3,3% in India, il 5,5% in Cina.

Stretta la relazione, sempre secondo lo studio, tra i decessi per coronavirus e la prevalenza di patologie cardiache e ictus. Per ogni aumento dell’1% del numero di persone con problemi cardiaci, il tasso di mortalità per Covid-19 è risultato superiore del 19%.

Poi, l’età: per ogni aumento dell’1% del numero di persone di età pari o superiore a 65 anni, il tasso di mortalità per Covid-19 è risultato superiore del 9%. E quasi il 9% della popolazione canadese ha 65 anni o più.

Lo studio ha anche cercato di quantificare le procedure mediche correlate al cuore che sono state posticipate a causa della pandemia, ma Yip fa notare che i dati qui sono limitati, costringendo i ricercatori a «estrapolarli». La studiosa osserva dunque che i dati forniti da 20 centri cardiaci in Ontario indicano che sono state eseguite meno procedure cardiache tra il 16 marzo e il 3 maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso: il 42% in meno di interventi di bypass, il 37% in meno di interventi di angioplastica e il 45% in meno di interventi alle valvole. Il suo rapporto stima inoltre che 1.252 procedure, a livello provinciale, vengano posticipate ogni mese a causa delle precauzioni imposte dal Covid-19. Yip afferma che questo potrebbe facilmente tradursi in migliaia di pazienti in tutto il Paese. Ciò significa che gli operatori sanitari hanno bisogno di «un piano strategico» per fornire assistenza alle persone le cui condizioni potrebbero peggiorare.

Sempre secondo Yip, lo studio conferisce maggiore forza alle direttive sulla salute pubblica per mantenere il distanziamento sociale e lavarsi spesso le mani, ma «sottolinea anche la necessità di abitudini salutari per il cuore: esercizio fisico regolare, alimentazione sana e nessun fumo. Abbi cura del tuo cuore e della salute del cervello – conclude Yip – perché se non hai una buona salute del cuore e del cervello, se prendi il Covid-19 rischi grosso».