Lotta alla pandemia: primi vaccini Pfizer in Ontario e Quebec

di Francesco Veronesi del December 15, 2020

TORONTO - Una Personal Support Worker di Toronto e un’anziana residente in una casa di cura a Quebec City sono le prime canadesi vaccinate contro il Covid-19.

A Toronto Anita Quidangen, dopo aver ricevuto l’iniezione contenente il vaccino della Pfizer, è stata applaudita a lungo dai colleghi, a sancire un momento storico della lotta contro la pandemia. Dopo di lei è stata la volta di Lucky Aguila (infermiera) Derek Thompson, (PSW) Cecile Lasco, (PSW) e Colette Cameron, (infermiera), tutte lavoratrici alla casa di cura a lunga degenza Rekai Centre.

Contemporaneamente a Quebec City, l’89enne Gisèle Lévesque riceveva la prima dose del vaccino. Il “V Day. è arrivato quindi con un giorno di anticipo.

Ieri in Ontario e Quebec sono stati somministrate le prime dosi del vaccino Pfizer in Canada, 24 ore prima del previsto. A Toronto il vaccino è stato iniettato allo University Health Network, mentre in Quebec le prime vaccinazioni sono state effettuate ai pazienti di due case di cura a lunga degenza, il Maimonides Geriatric Centre di Montreal e la Saint-Antoine longterm care di Quebec City.

Chi ha ricevuto la prima dose dovrà tuttavia aspettare ancora un po’ prima di avere una protezione certa contro il Covid-19. Tra tre settimane verranno effettuate le iniezioni di richiamo, mentre la risposta immunitaria stimolata dal vaccino dovrebbe arrivare circa una settimana dopo. Si tratta quindi di un procedimento abbastanza lungo e complesso, con le dosi del vaccino destinate al Canada che dovranno aumentare nelle prossime settimane in modo graduale. Entro gennaio nel nostro Paese arriveranno tre milioni di dosi, mentre la vaccinazione di massa dovrebbe terminare in autunno inoltrato.

Gli esperti hanno accolto molto positivamente l’avvio della campagna di vaccinazione, considerata l’arma principale per contrastare la pandemia. Ma allo stesso tempo sono giunti numerosi appelli, che si vanno ad affiancare a quelli lanciati dalla classe politica, a non abbassare la guardia proprio in questo momento. In particolare si guarda con apprensione alle imminenti festività natalizie, che potrebbero alimentare l’impennata dei contagi nel caso in cui le persone decidano di non seguire per filo e per segno le linee guida stilate dal governo.

Parallelamente, cresce anche l’attesa per un secondo vaccino, quello della Moderna, che dovrebbe ricevere il via libera dal ministero federale della Sanità entro breve tempo.

Nel frattempo prosegue il dibattito riguardo le categorie che dovrebbero ricevere il vaccino prima delle altre. Nella fase 1 il governo ha già deciso che la vaccinazione riguarderà il personale sanitario che opera in prima linea e i pazienti delle case di cura a lunga degenza. Per la fase 2, invece, l’esecutivo ha dato delle indicazioni che devono ancora trovare conferma: il resto del personale sanitario, poliziotti, pompiere e altri lavoratori in prima linea. Alcuni virologi, invece, hanno suggerito che la priorità venga data ad altre categorie: in particolare, alle persone che si spostano maggiormente e che quindi potenzialmente fanno da volano al Covid-19, con un occhio di riguardo per l’età.

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