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«Le mie passioni? I miei figli, il mio lavoro e l’Italia»

«Le mie passioni? I miei figli, il mio lavoro e l’Italia»

«Le mie passioni? I miei figli, il mio lavoro e l’Italia»

di Mariella Policheni

TORONTO – «Il premio che mi è stato dato dal Comitato Tricolore? Sono felicissima, per me è un onore, rappresenta il legame con tutto quello che hanno fatto i miei genitori che io continuo a portare avanti nella comunità italocanadese». Non ha dubbi Dolores La Caprara Rotondo che non nasconde l’orgoglio per le sue origini e la sua determinazione a mantenere vive tradizioni e cultura italiane.

Dolores La Caprara Rotondo è attualmente una manager di successo del Vaughan Business Enterprise Centre (Vbec) presso il comune di Vaughan, un lavoro che è quasi una ragione di vita tanta è la passione che ci mette. «Quel che facciamo è aiutare chi vuole diventare un imprenditore a dare inizio al proprio business e, a chi imprenditore lo è già, ad ingrandire ulteriormente la propria azienda – dice l’italocanadese – diamo la giusta spinta a chi deve iniziare, il nostro servizio di consulenza è gratuito, abbiamo tanti programmi tra i quali uno diretto ai giovani dai 15 ai 29 anni che mette a loro disposizione un prestito a fondo perduto di 5mila dollari. Cerchiamo di aiutare chi desidera raggiungere il successo negli affari».

Un lavoro, questo, nel quale Dolores La Caprara Rotondo  da dieci anni mette l’anima. «È proprio il mio lavoro a darmi la carica ogni giorno, lo faccio con tanta passione – continua la La Caprara Rotondo – Vaughan è una città in continua espansione tanto che si calcola che nel 2031 i suoi abitanti saranno 420mila. Le opportunità ci sono, bisogna saperle cogliere». E di opportunità Dolores La Caprara Rotondo ne ha già colte tante in veste di imprenditrice: «Mio padre, Artolino La Caprara, era proprietario della sala banchetti Luna Banquet Hall che ha venduto nel 1998, un anno prima di morire – dice Dolores – ora con mia madre Wanda e mio fratello Artolino portiamo avanti Luna Limited attraverso la quale importiamo olio dalla nostra regione di origine, l’Abruzzo. Mio fratello inoltre è proprietario di Sole Ceramics International. La mia famiglia è impegnata ancora nel campo imprenditoriale con successo».

Un lavoro impegnativo, una azienda di famiglia e il desiderio di aiutare le persone meno fortunate: Dolores si impegna al massimo per riuscire a fare quello che reputa importante e che le sta a cuore: «Non ho molto tempo libero ma cerco di fare volontariato in organizzazioni come Caritas School of Life, il Camh, Passion to Be Free e altre che si occupano di salute mentale e dipendenze da droghe e alcol – spiega la La Caprara Rotondo – reputo importante dare una mano quando è possibile». Il padre, Artolino La Caprara, era anche impegnato attivamente nella comunità italocanadese ed era stato uno dei primi presidenti della Federazione Abruzzese: lei, Dolores, è stata nel comitato direttivo del Club di Fossacesia. «L’estate scorsa ho riunito una ventina di signore di Fossacesia per dare vita ad un incontro e condividere le nostre origini, il nostro legame – dice Dolores – ci siamo ritrovate sulla spiaggia di Fossacesia e abbiamo celebrato le nostre tradizioni, la nostra cucina, la nostra cultura. Inutile dire che è stato meraviglioso e che custodisco ricordi bellissimi di quei giorni».

Il tempo è tiranno e una donna impegnata come Dolores La Caprara Rotondo di ore libere nelle sue giornate ne ha davvero poche. «Privilegio la mia famiglia, i miei figli Natalia, che ha 32 anni, Massimo che ha 30 anni ed Alessio che di anni ne ha 26 – dice con un sorriso l’italocanadese – da un anno Massimo mi ha anche resa nonna di Matteo, un bimbo bellissimo».

Lavoro, famiglia e viaggi in Italia sembrano essere le priorità di Dolores: «Da piccoli mio padre portava me, mio fratello Artolino e le mie sorelle Antonella e Franca in Italia ogni anno, era molto orgoglioso del suo Paese di origine e di Fossacesia, la cittadina dove era nato, mia madre è originaria di Caldari, poco distante da Ortona – ricorda con emozione la La Caprara – in casa nostra era permesso parlare in italiano e in dialetto, l’inglese era invece vietato». Sorride felice nel ricordare la sua infanzia e l’amore per l’Italia che suo padre le ha trasmesso: «Mi reco spesso in Italia, oltre ad andare in Abruzzo visito tante città e recentemente ho viaggiato in Friuli, in Veneto, in Toscana, sono stata anche a Napoli ed ho già preparato un elenco di posti dove andare la prossima volta… in cima alla lista c’è la Sicilia. Ma c’è un posto in Italia che non è meraviglioso?».

La sua è una domanda che non ha bisogno di risposte. Dell’Italia, mi confida ancora Dolores, ama tutta la cucina anche se predilige i piatti semplici e saporiti: «Cosa c’è di più buono di un buon piatto di pastasciutta con un sugo semplice? Mi piace però anche fare gli gnocchi in casa, preparare una pizza con pomodorini e funghi e per concludere non deve mai mancare un ottimo caffè espresso, naturalmente». Ma ci sono anche tradizioni che vuole continuare a mantenere vive: «La salsa di pomodoro fatta in casa, ad esempio – dice con orgoglio – sì, continuo a fare i barattoli di pomodori come si faceva una volta e sono davvero contenta di continuare a mantenere vive le nostre belle tradizioni italiane».

Dolores La Caprara Rotondo con i suoi figli  Natalia, Massimo ed Alessio

(Venerdì 14 ottobre 2016)

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