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Iran: nuove proteste dopo l’abbattimento aereo

Iran: nuove proteste dopo l’abbattimento aereo

TEHERAN – Domani, a Londra, si svolgerà un vertice tra i ministri degli esteri dei Paesi coinvolti nella tragedia di Teheran, dove hanno perso la vita i 176 passeggeri e membri d’equipaggio del volo PS752 della Ukraine Airlines, a bordo del quale vi erano almeno 57 cittadini con nazionalità canadese.

E sarà proprio Canada House ad ospitare il meeting previsto nella capitale britannica, come confermato dal ministro degli esteri François-Philippe Champagne.

Intanto le autorità iraniane hanno annunciato che verrà permesso agli esperti – inviati dal ministero dei trasporti canadesi – di visionare i rottami dell’aereo ed analizzare le due scatole nere. Nel frattempo, ieri era ancora altissima la tensione – a Teheran – con le manifestazioni in cui si chiedono le dimissioni dei responsabili dell’abbattimento dell’aereo delle linee ucraine.

Nuove proteste antigovernative si sono svolte ieri per il terzo giorno consecutivo, in Iran, nonostante le rigide misure di sicurezza messe in atto dalle autorità, con il dispiegamento di forze antisommossa.

Le manifestazioni sono iniziate proprio quando la repubblica islamica ha ammesso di aver abbattuto per errore il Boeing ucraino, dopo averlo fermamente negato accusando i paesi stranieri di dire “grandi bugie”.

A radunarsi per protestare sono stati migliaia di studenti delle università Sharif e Alzahra di Teheran e quelli dell’università industriale di Isfahan. “Hanno ucciso le nostre elites, le hanno sostituite con i religiosi”, è stato uno degli slogan urlati dai dimostranti, facendo riferimento ai numerosi accademici rimasti uccisi nel disastro aereo.

Diverse persone sono rimaste ferite nelle cariche della polizia contro i manifestanti nella tarda serata di domenica, a Teheran. Lo riferisce Al Arabiya, in un reportage sulla dura repressione delle proteste contro il regime degli ayatollah scatenate dalle menzogne sull’abbattimento dell’aereo di linea ucraino che ha causato la morte di 176 persone.

Video condivisi sui social mostrano manifestanti che si radunano in diverse città dell’Iran e scandiscono slogan contro il regime. Uno dei video mostrava anche una donna ferita che sarebbe stata colpita dalle forze di sicurezza, secondo l’attivista iraniana Masih Alinejad, che ha postato il filmato su Twitter.

Sul web circolano alcuni video nei quali le forze di polizia e paramilitari iraniane aprono il fuoco sui manifestanti che protestano contro il regime, a Teheran, ferendo varie persone.

Sempre ieri, migliaia di persone hanno sfidato la massiccia presenza delle forze di sicurezza marciando nella capitale iraniana e tenendo una veglia serale in piazza Azadi.

Secondo una testimone citata dal Guardian, le forze di sicurezza inizialmente hanno lanciato lacrimogeni per disperdere la folla, poi hanno aperto il fuoco. “È stata una situazione molto brutta” ha detto la donna in un messaggio all’attivista Masih Alinejad.

La donna ha fornito un video nel quale si notano macchie di sangue sul marciapiede nei pressi della piazza, uno dei tanti che gli attivisti iraniani hanno fatto circolare tra ieri sera e stamani. “È il sangue del nostro popolo” dice una donna in un filmato. “Ho visto sparare a sette persone” dice un uomo in un’altra clip. “C’era sangue ovunque”.

La polizia di Teheran ha affermato che non sarebbero stati esplosi proiettili, durante le manifestazioni. “Alle proteste la polizia non ha assolutamente sparato, perché gli agenti della capitale avevano ricevuto l’ordine di usare moderazione” ha detto il portavoce Hossein Rahimi.

Intanto, il presidente iraniano Rohani ha firmato una legge che classifica come “terroriste” sia le forze armate statunitensi che il Pentagono, in risposta alla precedente designazione delle guardie della rivoluzione islamica come “organizzazione terroristica”.

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