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In Cina l’epidemia si sta fermando, il mondo spera

In Cina l’epidemia si sta fermando, il mondo spera

In Cina l’epidemia si sta fermando, il mondo spera

TORONTO – In Ontario sono stati registrati ieri altri due casi di positività al Covid-19, portando il totale dei contagiati nella provincia a 36 ed a 79 in tutto il Canada. L’ultimo risultato positivo in Ontario sarebbe un 40enne rientrato dalla Svizzera.

Nel frattempo, ieri mattina atterrava nella base militare CFB di Trenton un jumbo 747 con a bordo i 228 cittadini canadesi prelevati appositamente dalla nave da crociera Grand Princess, fermatasi nel porto di Oakland, in California. Tutti verranno ora sottoposti a regime di quarantena precauzionale per 14 giorni. Altri nove canadesi – come confermato dal ministro degli esteri, Francois-Philippe Champagne – sono invece rimasti in California per altre patologie estranee al Covid-19.

Mentre il numero dei morti nel mondo continua a crescere – con 4.025 decessi – e 114.458 casi di contagio da Covid-19 in totale, nel frattempo, in Cina, si sono ieri registrati solo 19 nuovi contagi in tutto il Paese, 17 nella regione di Hubei, da dove è partita l’epidemia del nuovo coronavirus.

A Wuhan, città simbolo dell’emergenza, chiusi tutti i 16 ospedali provvisori allestiti per fronteggiare il contagio. La Cina “è vicina alla vittoria, ma la battaglia continua” fanno sapere le autorità, nel giorno in cui il presidente Xi Jinping ha organizzato la sua prima visita nella città focolaio del coronavirus dallo scoppio della crisi.

Questi dati sembrano dare ragione al governo di Pechino. Di fronte alla progressiva riduzione del numero di pazienti contagiati, come detto le autorità di Wuhan hanno chiuso gli ultimi due ospedali provvisori allestiti per accogliere i pazienti contagiati dal coronavirus, segnando così la chiusura di tutte e 16 le strutture dedicate in città. Gli ultimi 49 pazienti dimessi dall’ospedale di Wuchang hanno lasciato la struttura ieri. Nella fase più critica dell’epidemia, negli ospedali appositamente allestiti sono stati curati circa 12mila pazienti. E Qianjiang, città con un milione di abitanti a circa 130 chilometri da Wuhan, annuncia il ritorno alla normalità: è “la prima città” della provincia di Hubei “a revocare il lockdown“ ha scritto il Global Times.

Buone notizie arrivano anche dalla Corea del Sud, fino a ieri il secondo maggiore focolaio al di fuori della Cina continentale, dove il virus è stato identificato. Per la prima volta in due settimane nel Paese sono stati registrati «solo» 131 nuovi casi e tre decessi con le autorità di Seul convinte che il Paese abbia superato il picco del contagio: “È il quarto giorno consecutivo che in Corea del Sud si registra un calo nel numero di casi positivi al coronavirus”. L’ipotesi più probabile è che la Corea – con 7.513 casi e 54 morti – sia stata in grado di arginare il virus con massicce campagne di contenimento, quarantena e strutture sanitarie anche per pazienti con sintomi lievi e test precoci a tappeto.

In Iran invece, i morti sono saliti ieri a 237, con 43 vittime nelle ultime 24 ore.