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Il 20 novembre il nuovo governo Trudeau

Il 20 novembre il nuovo governo Trudeau

OTTAWA – “Non ci sarà nessun governo di coalizione, né formale, né informale”. Lo ha confermato – ieri, ad Ottawa, nel corso di una conferenza stampa – il primo ministro Justin Trudeau, all’indomani della sua rielezione.

Il leader liberale ha però confermato che si siederà presto a discutere con i leader di tutti i partiti eletti in parlamento. Lo stesso Trudeau ha confermato che la sua nuova compagine di governo giurerà il 20 novembre prossimo e che sarà equilibrata – al suo interno – quanto alla presenza di uomini e donne.

“I canadesi mi hanno dato molto su cui riflettere dopo il voto di lunedì sera”, ha detto Trudeau. “I canadesi ci chiedono di lavorare per risolvere il problema rappresentato dal costo sempre più caro della vita e per contrastare i mutamenti climatici” ha sottolineato.

I liberali – che hanno oggi 157 seggi alla Camera dei Comuni, contro i 170 necessari ad un governo di maggioranza – non hanno conquistato alcun seggio parlamentare, sia in Alberta che nel Saskatchewan, presentando così a Trudeau un problema relativo alla rappresentanza regionale. A domanda su questa situazione, Trudeau ha affermato di aver “già parlato con i premier di entrambe le province” e di essere “pronto a lavorare per risolvere le preoccupazioni dei canadesi che vivono nelle province occidentali” insieme al suo nuovo governo.

“È estremamente importante che il governo lavori per tutti i canadesi, come mi sono sforzato di fare negli ultimi anni – ha sottolineato Trudeau – e come farò ancora di più adesso. Raggiungerò i leader di tutto il Paese, in particolare quelli delle province occidentali” ha precisato.

Trudeau ha affermato che sta riflettendo sul modo migliore per garantire che gli interessi regionali vengano ben rappresentati e tutelati, perché un governo federale deve assicurarsi che sia “presente ed ascoltato in tutti gli angoli del Paese”.

Il primo ministro eletto ha poi risposto, a precisa domanda di un giornalista, riguardo alle scuse ufficiali da porgere – in parlamento – agli italocanadesi, per le sofferenze patite durante gli anni di internamento forzato, in occasione della Seconda Guerra Mondiale, affermando “io mantengo sempre le mie promesse e manterrò anche questa”.

Tornando alle settimane che hanno preceduto il voto di lunedì, Trudeau ha tenuto a precisare che “molti di noi si rammaricano per i toni, per la divisione e la disinformazione che sono state fin troppo presenti in questa campagna elettorale”.

Nel frattempo, l’avversario principale sconfitto da Trudeau alle urne – ossia il leader dei conservatori federali, Andrew Scheer – non dorme certo sonni tranquilli dopo il voto di lunedi. Secondo alcune voci raccolte dal Toronto Star, infatti, la stessa leadership di Scheer sarebbe ora in seria discussione in seno al suo partito.

Ciò che è emerso dalle ammissioni fatte da fonti interne al partito conservatore – che hanno preferito rimanere anonime – è una profonda delusione per le prestazioni offerte da Scheer durante la campagna elettorale, in particolare nelle province del Canada centrale e della costa atlantica.

La convention dei conservatori era già prevista per aprile del 2020 e sarà in quell’occasione che tutti i nodi verranno al pettine e dovranno essere risolti da uno Scheer che appare ora alle corde.

Nonostante questo, Scheer – martedi mattina, dalla sua casa a Regina, nel Saskatchewan – aveva ribadito la sua ferma intenzione a rimanere leader del partito, precisando “siamo molto contenti di diversi aspetti di questa campagna. Vorremmo ovviamente avere avuto risultati migliori, ma segnaliamo il fatto che abbiamo vinto il voto popolare e rappresentiamo la più forte opposizione nella storia parlamentare canadese”.

Altro sconfitto alle urne è risultato il leader neodemocratico Jagmeet Singh, che ha visto ridotto di ben 20 seggi – rispetto al 2015 – il caucus del suo partito ad Ottawa. Singh ha però smentito di volersi dimettere dalla leadership NDP, ma ha invece rilanciato la sfida, promettendo battaglia sui temi più cari alla sua formazione.

Giorgio Mitolo

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