CorrCan Media Group

Gli italiani vengono “scartati” se non protestano

Gli italiani vengono “scartati” se non protestano

Gli italiani vengono “scartati” se non protestano

di Torny Nardi

TORONTO – “Joyce Pillarella, una storica che studia la comunità italiana di Montreal, ha detto che è sconvolgente che la città voglia dare più importanza a una donazione da Quebec City che al suo passato artistico. Ha dichiarato che le persone che non sono di origine francese sono già sotto-rappresentate nella toponomastica della città, il che rende la rimozione di un illustre italo-montrealese difficile da mandar giù. ‘Qui si fa molta pulizia etnica’, ha detto”.

Sia chiaro, questo provvedimento è stato preso in preparazione delle celebrazioni per il 375esimo anniversario di Montreal il prossimo anno. In altre parole, secondo il Comune, nei 375 anni di storia di Montreal non c’è posto per chi è ritenuto “uno dei più grandi artisti religiosi del Canada”, Guido Nincheri.

Se a qualcuno interessasse guardare alla storia del Québec e di Montreal, vedrebbe che questo recente provvedimento preso dal Comune è parte di una lunga tradizione.

Nel 1925 la città di Montreal ordinò la rimozione di una statua di Giovanni Caboto con l’iscrizione “Fondatore del Canada”, eretta dalla comunità italiana di Montreal. Il Comune sosteneva che John Cabot fosse inglese, non italiano, e che la statua e l’iscrizione avrebbero confermato gli inglesi come legittimi fondatori, e strappato e cancellato la gloria del vero fondatore del Canada, Jacques Cartier (che mise piede sulle spiagge del Newfoundland nel 1534, quasi 40 anni dopo Caboto).

Oltretutto, l’anniversario di Giovanni Caboto cadeva il 24 giugno, giorno dedicato al santo patrono del Québec: Giovanni Battista. La statua di Caboto venne rimossa.

L’editoriale di un giornale della comunità di lingua italiana avvertì la città di Montreal che, non riuscendo a documentare correttamente la storia del Canada, avrebbe preso una strada sempre più pericolosa e avrebbe creato alla fine un Canada a due livelli: uno riservato agli inglesi e ai francesi e l’altro, il Canada minore, a tutte le altre comunità “etniche”.

Questo è il motivo per cui a Montreal non c’è quasi nessun riferimento a “John Cabot” – che tra l’altro, come ci veniva insegnato a scuola, era un “esploratore” inglese. Il Québec fissa l’inizio della sua storia nel 1537. Jacques Cartier. Punto. Per circa 500 anni il Canada inglese ha insegnato che il primo europeo a scoprire il Nord America nel 1497 (alcuni dicono 1494) è stato l’esploratore inglese John Cabot.

Che l’esploratore scandinavo Leif Ericson sembra sia arrivato qui 500 anni prima, e che le popolazioni indigene vivessero qui molto prima di lui, non è un problema. Che Caboto non fosse inglese invece sì.

Che in realtà fosse un navigatore ed esploratore italiano, di Venezia, che il suo viaggio fosse finanziato dagli inglesi, e che, quando toccò la nostra costa orientale, piantò almeno due bandiere (quella veneziana e quella inglese) e forse addirittura quattro (contando quelle di Irlanda e Francia), è stato generalmente riconosciuto e documentato solo in anni recenti.

Alcuni allofoni, come ce ne sono tra gli “anglo-wannabe”, che ti scrivono lettere, non riescono a capire che, da una prospettiva anglofona e francofona, ciò che è di recente successo a Montreal non è in nessun modo vergognoso, nonostante sia probabilmente perseguibile e meriti un’impugnazione a livello costituzionale.

La comunità italiana si interesserebbe dei diritti abbastanza da pagarne il conto e accertarsi che non siano violati dal governo ad alcun livello? A che serve una Costituzione che contiene i Diritti all’Uguaglianza (s. 15) e una sezione 27 che dice “Questa Carta sarà interpretata in linea con la salvaguardia e lo sviluppo del retaggio culturale dei canadesi”, se anche il minimo garantito dalla legge suprema non è rispettato?

Si prenda ad esempio Malcolm X, nel 1965, nel suo racconto di “[Schiavo] a Casa vs. [Schiavo] nei Campi”, per quegli americani – afroamericani compresi – che sottolineavano l’uguaglianza raggiunta nel Paese dopo che così tanti erano ormai passati nelle “case”. Malcolm X sosteneva che l’unica cosa a essere cambiata era la residenza. “Tu” eri sempre uno [schiavo] per l’”uomo bianco”. Un rango migliore, forse, ma sempre…

Le proteste avanzate da chi difende le scelte del primo ministro riguardo le ultime nomine al Senato, e la loro affermazione che gli italocanadesi hanno raggiunto l’uguaglianza in questo Paese, sono simili a quelle scagliate contro Malcolm X negli anni Sessanta.

La decisione del Comune di Montreal su Guido Nincheri dovrebbe servire da promemoria: il processo è davvero lento.

Rocco Galati questo lo capisce. Quanti altri lo sanno?

Tony Nardi è uno scrittore, sceneggiatore e artista italocanadese cresciuto a Montreal e trasferitosi a Toronto

(Mercoledì 30 novembre 2016)

Scarica “Gli italiani vengono “scartati” se non protestano”

>> English Version

More in Breaking News
Festa Terelle
Feb Sun ,2018