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“Entro il 5 maggio fino a 3.883 vittime per il Covid”

“Entro il 5 maggio fino a 3.883 vittime per il Covid”

“Entro il 5 maggio fino a 3.883 vittime per il Covid”

TORONTO – A perdere la vita in Canada entro il 5 maggio potrebbero essere tra i 3.277 e i 3.883 persone. E al tempo stesso i casi di infezione da Covid-19 potrebbero salire a 53.196 fino anche a 66.835. La mortalità del coronavirus, in particolare nelle case a lunga degenza del paese, è stata inizialmente sottovalutata.

Non sono di certo rosee le previsioni della Public Health Agency of Canada che ieri ha fatto il punto della situazione cercando di lanciare uno sguardo al futuro prossimo.

A presentare le proiezioni a Ottawa è stata Theresa Tam, Chief Public Health officer del Canada secondo la quale le proiezioni rilasciate il 9 aprile scorso hanno sottostimato il numero dei decessi in Canada.

Ma, ha anche fatto notare la Tam, a causa del gran numero di focolai che si stanno verificando nelle case di cure a lungo termine, c’è stato un tasso di mortalità più elevato.

«Mentre il tasso di mortalità è stato inizialmente calcolato all’incirca al 2,2 per cento – ha affermato il medico – il tasso è stato ora rivisto al 5,5 per cento alla luce di un picco di morti nelle case di cura a lungo termine».

Le proiezioni nazionali aggiornate sulla gravità e la portata del Covid-19 nel paese, mirano a descrivere gli scenari migliori e quelli peggiori.

Nel complesso, ha fatto notare Theresa Tam, “la diffusione dei casi si è stabilizzata in diverse province, anche se i casi in Quebec, Ontario e Alberta stanno guidando l’attuale crescita dei contagi”.

Rispetto ad altri paesi la crescita epidemica del Canada è stata più lenta con il numero dei casi attuali che raddoppia ogni 16 giorni Al tempo delle proiezioni iniziali, ha aggiunto il medico, i contagi nel paese raddoppiavano con maggiore frequenza.

«Stiamo facendo chiari progressi per rallentare la diffusione e tenere sotto controllo l’epidemia – ha detto – i contagi che prima raddoppiavano ogni tre o cinque giorni adesso si moltiplicano ogni 16 giorni».

Le ferree regole del distanziamento fisico imposte dal governo nel tentativo di riuscire a contenere la pandemia stanno dando in sostanza i loro frutti.

«Questo miglioramento riguardo una più lenta diffusione del virus mortale è dettato dal fatto – ha detto Tam – che gli individui infetti non stanno contagiando molte altre persone».

In base alle scorse previsioni ogni persona infetta aveva diffuso il coronavirus ad altre 2,19 persone, mentre l’attuale velocità di trasmissione vede il virus propagarsi a poco più di un’altra persona.

Complessivamente, le morti nelle case di cura a lunga degenza rappresentano il 79% delle morti totali in Canada. Tam ha avvertito che il tasso di mortalità potrebbe cambiare di nuovo mentre il virus continua a colpire tra alti e bassi.

«Fino a quando l’epidemia non è finita non si può sapere quale è il vero tasso di mortalità dei casi» ha detto.

Il momento è delicato, la situazione sta lentamente migliorando ma non si può di certo cantar vittoria. La Tam ha ribadito infatti che “quel che bisogna fare è non abbassare la guardia”.

«Prevediamo che solo una piccola parte della popolazione sarà immune, quindi fino a quando le persone non avranno sviluppato un alto livello di immunità al virus, o fino a che non avremo un vaccino pronto, dobbiamo pianificare di convivere con un livello gestibile di Covid -19.

Pertanto, prevediamo che alcune misure di sanità pubblica dovranno rimanere in atto per prevenire lo scoppio e il diffondersi di future ondate epidemiche», ha detto Tam.