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Da Matera a Toronto per il futuro della Basilicata

Da Matera a Toronto per il futuro della Basilicata

Da Matera a Toronto per il futuro della Basilicata

di Giacomo Buratti

TORONTO – È una visita piena di impegni quella del vice presidente della Commissione regionale Lucani nel mondo, Vito Giuzio, arrivato a Toronto nella giornata di ieri dopo una tappa a Montréal.

Scopo del viaggio quello di confrontarsi con la reale situazione delle associazioni di lucani presenti in territorio canadese. Un confronto che sia anche scambio di idee innovative. «Ovunque i lucani hanno lavorato e creato ricchezza e benessere. Grazie ai loro sacrifici hanno prodotto successo», spiega il vice presidente Giuzio. Il progetto che è venuto a presentare in Canada è quello di coinvolgere i 750mila lucani residenti all’estero affinché contribuiscano non solo economicamente, ma anche con un apporto di idee, al futuro della Basilicata. Perché, aggiunge Giuzio, «aiutino a dare risposte al territorio».

Di notevole importanza è in questa prospettiva la proposta di gemellaggio Matera-Toronto portata avanti dal gruppo Basilicata Society guidato da Frank Miele, di cui Giuzio ha discusso durante un incontro con il vice sindaco di Toronto, Vincent Crisanti, tenutosi ieri pomeriggio.

Da sinistra, il vice presidente Vito Giuzio, i promotori del gemellaggio Matera-Toronto Pat Tremamunno, Paolo Petrozza, Filippo Gravina, Sam Primucci, Dan Montesano, Manny Di Lecce e il presidente della Basilicata Society Frank Miele

Il gemellaggio con Matera, Capitale europea della cultura per il 2019, è un’occasione unica di crescita, dichiara Giuzio, ma che va sfruttata affinché tutta la regione possa trarne vantaggio. Sono previsti infatti investimenti per circa un miliardo di dollari.

«Adesso a Matera non si trova una camera d’albergo libera per i prossimi sei mesi, ma se ci limitiamo a Matera, i benefici poi se li prende la Puglia», commenta con un sorriso Giuzio. «Dobbiamo far conoscere il circuito delle altre realtà lucane e aprire le porte all’imprenditorialità, anche quella canadese».

«Il gemellaggio va protratto per il futuro dei nostri giovani», interviene Filippo Gravina, tra i promotori dell’iniziativa. «Uno studio condotto dall’Università della Basilicata – continua il vice presidente Giuzio – sta indagando su ciò che lega i lucani della diaspora, quelli di seconda e terza generazione, alla loro terra d’origine, oltre alla nostalgia e alle relazioni familiari. Alcuni di loro nemmeno parlano più l’italiano… Dobbiamo riuscire a coinvolgerli e il gemellaggio, se si protrae oltre il 2019, può fare molto in questo senso».

L’editore del Corriere Joe Volpe e Vito Giuzio

A Montréal, dove sono attive quattro associazioni di lucani, Giuzio ha incontrato Maddalena Stoduto Scittarelli, presidente della Federazione delle Associazioni dei Lucani del Canada, e il direttore dell’Istituto italiano di Cultura, Francesco D’Arelli, «anche lui lucano, di Sant’Arcangelo in provincia di Potenza», puntualizza il vice presidente.

«Abbiamo presentato all’Istituto un progetto nuovo, ancora in fase embrionale – anticipa al Corriere Canadese – si tratta di mettere a disposizione i tesori della Basilicata, non solo a livello enogastronomico. Partendo anche  dall’enogastronomia vogliamo far conoscere tutto quello che la regione ha da offrire, dal punto di vista culturale, storico e archeologico». Il progetto è allo studio dell’Istituto di Montréal, che si coordinerà con quello di Toronto, e della Sovrintendenza dei Beni Culturali lucana.

(Mercoledì 26 ottobre 2016)

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