CorrCan Media Group

Covid, Francesco Bellini brevetta eventuale cura

Covid, Francesco Bellini brevetta eventuale cura

Covid, Francesco Bellini brevetta eventuale cura

TORONTO – Al momento è una speranza ma la cura contro il Covid-19 ideata da una equipe di ricercatori dell’Università di Camerino, in Italia, e brevettata negli Stati Uniti potrebbe essere quella giusta per dare scacco matto al virus che tanta morte ha seminato in ogni angolo del mondo.

A guidare il team di sanitari italiani è stato il medico veterinario livornese Giacomo Rossi: la terapia in sostanza si prefigge lo scopo di riuscire ad impedire che il virus attacchi i polmoni compromettendone la loro funzionalità e causando, spesso, la morte dei pazienti.

Il professor Rossi assieme al suo gruppo ha messo a punto un protocollo di cura che molti ospedali canadesi e statunitensi sono già pronti a testare su dei pazienti. Protocollo, questo, che è stato già acquisito dallo scienziato italo-canadese Francesco Bellini.

Laureato in Chimica nel 1972 presso la Concordia University e dottore di ricerca in Chimica organica presso la University of New Brunswick nel 1977, Bellini è titolare di oltre 100 brevetti farmaceutici.

Lo scienziato, nato 72 anni fa nella frazione di Ascoli Piceno Santa Maria a Corte, e trasferitosi a 20 anni a Montreal, ha coniugato l’attività di ricerca con quella imprenditoriale, fondando nel 1986 la Biochem Pharma, una società biofarmaceutica impegnata nella ricerca e nello sviluppo di terapie contro malattie infettive e cancro che nel 1996, ha lanciato l’Epivir (LamivudinaL) il farmaco antivirale più venduto al mondo per la cura dell’AIDS.

Bellini, di conseguenza, è una celebrità nei circoli imprenditoriali e medici. «È un uomo, per molti versi, con il tocco di Mida – ha detto Mark Wainberg, direttore del Centro AIDS della McGill University ed ex presidente della International AIDS Society – il suo successo in BioChem ha stimolato l’intero settore. Molti imprenditori hanno fatto il grande passo grazie a Francesco».

Come molti nella sua provincia nativa delle Marche, i genitori di Bellini emigrarono in Canada all’inizio degli anni ’60. Stabilendosi a Montreal, il padre di Bellini ottenne lavoro sulla ferrovia; sua madre lavorava come sarta.

Brillante, generoso e orgoglioso delle sue radici italiane, Francesco Bellini ha trovato nel Canada la sua «terra promessa». Una terra che ha saputo conquistare grazie alle sue abilità di ricercatore e al suo fiuto per gli aŽari. Finendo per esserne, a sua volta, “rapito”.

«Il Canada – ammette – è la terra delle opportunità e del futuro. Qui ho ottenuto ciò che volevo». L’eccellenza in campo scientifico e imprenditoriale è sempre accompagnata in Francesco Bellini da sensibilità e doti umane che si concretizzano in attività filantropiche: come la costruzione di residenze e centri di cura in Quebec, come la Maison Francesco Bellini, specializzata nell’assistenza ai malati terminali di Alzheimer; il Saint-Justine Hospital, l’unico ospedale in Quebec dedicato esclusivamente alla cura di madri e bambini; o ancora la costruzione di un intero edificio della McGill University, inaugurato nel 2008 con lo scopo di rappresentare una nuova infrastruttura di richiamo per ricercatori del settore chimico, medico e biologico per lo studio degli aspetti più attuali nel campo delle Life Sciences.

Oggi Bellini è presidente della Picchio International: una holding di famiglia con sede a Laval, in Québec, che controlla oltre 30 società, di cui 4 di primissimo piano: la Bellus Health, specializzata in neuroscienze e malattie rare; la Klox Technologies, specializzata nel trattamento delle malattie della pelle con la tecnologia della «biofotonica»; la FB Vision che studia, sviluppa e realizza prodotti per la protezione della salute dell’occhio; e la Domodimonti Società Agricola, azienda vinicola italiana di Montefiore dell’Aso (AP), con 48 ettari di vigneti capaci di produrre circa 200 mila bottiglie all’anno.

Di energia, dicono quelli che lo conoscono bene, Bellini ne ha da vendere. Così come immenso è l’amore per la città che è diventata la sua casa.

«Adoriamo Montreal» usa ripetere Bellini, parlando anche a nome della moglie Marisa e dei figli Roberto e Carlo.

Senza dubbio Francesco Bellini è un modello di eccellenza italiana nel mondo. «La mia ricetta del successo? In tutte le cose della vita, positive o negative, io credo che l’importante sia essere al posto giusto, nel momento giusto e con l’idea giusta».

La speranza, ora, è che il protocollo di cura per il coronavirus messo a punto da Giacomo Rossi e brevettato da Bellini, possa dare gli esiti sperati. Potrebbe essere un Made in Italy capace di confermare l’eccellenza della qualità della ricerca scientifica italiana. E il mondo, senza dubbio, ringrazierebbe.