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Covid, allarme disturbi mentali nei guariti

Covid, allarme disturbi mentali nei guariti

Covid, allarme disturbi mentali nei guariti

TORONTO – Depressione, insonnia ed ansia. Il coronavirus può provocare conseguenze a livello psichiatrico sui guariti. A lanciare l’allarme è uno studio pubblicato online la scorsa settimana sulla rivista Brain, Behavior and Immunity, che ha esaminato 402 adulti guariti e ha scoperto che oltre la metà (il 55%) rientra nella fascia psicopatologica.

Il che significa che ha manifestato almeno un disturbo mentale. In particolare l’ansia è stato il disturbo più diffuso, con il 42% dei pazienti affetti, seguita da insonnia (40%), depressione (31%), disturbo da stress post-traumatico (28%) e sintomi ossessivo-compulsivi (20% ).

Un paziente ha descritto, ad esempio, come tre settimane dopo le cure, abbia sofferto di terrificanti attacchi di panico nel mezzo della notte che lo hanno fatto sentire “come se stessi per morire”. “Sono rimasto lì fuori sul balcone, per ore, cercando di respirare aria fresca. È stato terribile. Il panico mi ha fatto soffrire più del Covid”, ha scritto il paziente in un rapporto di follow-up.

I ricercatori hanno esaminato 265 uomini e 137 donne durante gli appuntamenti di follow-up un mese dopo la guarigione dal Covid. Gli studiosi hanno scoperto che le donne sono risultate essere quelle che rispetto agli uomini manifestavano maggiormente ansia e depressione e che i pazienti con una storia di diagnosi psichiatriche avevano una più alta percentuale di disturbi mentali.

I ricercatori definiscono i loro risultati “allarmanti” e raccomandano che i sopravvissuti vengano sottoposti a valutazione della salute mentale come parte della loro guarigione. Inoltre, ritengono che siano necessarie ulteriori ricerche sui biomarcatori di infiammazione al fine di trattare i disturbi psichiatrici emergenti.

L’elevata prevalenza di disturbi della salute mentale tra i sopravvissuti al Covid-19 può essere dovuta a infiammazione, dicono i ricercatori, indicando uno studio precedente che suggerisce che l’infiammazione ha un impatto diretto su diversi sistemi di neurotrasmettitori nel cervello responsabili di motivazione, ansia e esaltazione. Altri fattori possono includere ricordi traumatici di malattie gravi e isolamento sociale durante le cure, hanno scritto i ricercatori.

Altri studi pubblicati all’inizio di questo mese hanno suggerito che una percentuale significativa di pazienti Covid-19 può sperimentare delirio nella fase acuta della malattia e che i medici dovrebbero essere consapevoli della possibilità di problemi a lungo termine come depressione, ansia, affaticamento, disturbo da stress post-traumatico e sindromi neuropsichiatriche più rare. Tuttavia, la stessa ricerca ha indicato che se il Covid segue una traiettoria simile alla Sars e alla Mers, “la maggior parte dei pazienti dovrebbe riprendersi senza soffrire di malattie mentali”.

L’esposizione ad altri coronavirus, inclusi Sars e Mers è stata collegata a malattie neuropsichiatriche come depressione, PTSD, disturbo ossessivo compulsivo e disturbo di panico in alcuni pazienti. Condizioni queste, riportate da uno a 50 mesi dopo la fine delle cure.

Sintomi fisici persistenti che durano per mesi sono stati individuati anche tra alcuni sopravvissuti al Covid: tra questi i disturbi cronici tra cui affaticamento, dolore toracico, palpitazioni e tosse secca.

I disturbi mentali non trovano posto al momento nell’elenco di 11 sintomi di Covid-19 stilato da Health Canada. Tuttavia, numerosi studi hanno suggerito che, dall’inizio della pandemia, i livelli di ansia e depressione tra i canadesi sono aumentati.