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Covid-19: morti due passeggeri della Diamond Princess

Covid-19: morti due passeggeri della Diamond Princess

Covid-19: morti due passeggeri della Diamond Princess

TORONTO – Il focolaio di coronavirus sulla Diamond Princess, la nave da crociera tenuta per due settimane in quarantena nel porto di Yokohama, ha provocato le sue prime vittime. Sono due anziani cittadini giapponesi, un uomo di 87 anni e una donna di 84 con patologie preesistenti, di cui i media nipponici hanno annunciato il decesso questa mattina.

Sugli oltre 620 passeggeri risultati positivi al test e portati in ospedale, tra cui c’è anche un italiano di 73 anni, 29 al momento risultano in condizioni gravi.

Dei 256 canadesi a bordo del gigante dei mari, 47 sono risultati positivi al Covid-19.

Oggi è prevista la partenza del primo volo che farà rientrare in Canada quei passeggeri che invece non hanno contratto il coronavirus.

Diventano intanto sempre più pesanti le accuse mosse all’armatore e soprattutto al governo nipponico per come è stata gestita la quarantena a bordo della nave. Nonostante l’imbarcazione fosse stata bloccata da lunedì 3 febbraio, solo due giorni dopo i passeggeri sono stati messi in isolamento nelle loro cabine, impedendo loro di avere contatti con gli altri passeggeri.

Dopo l’annuncio dei primi due decessi legati all’epidemia a bordo, continua lo sbarco dalla Diamond Princess dei passeggeri risultati negativi al test. I primi gruppi di turisti sono già arrivati nei rispettivi Paesi, dove sono stati messi in quarantena, oggi ne dovrebbero scendere altri 500.

Slitta, intanto, il rientro degli italiani che erano a bordo della Diamond Princess perché si stanno aspettando i risultati degli ultimi test. Il volo dell’Aeronautica militare con a bordo una trentina di italiani (più altri cittadini europei, ndr) potrebbe arrivare in Italia tra la giornata odierna o sabato.

Nel frattempo, l’epidemia di coronavirus Covid-19, in Cina, ha fatto registrare ieri un notevole calo dei contagi, anche se dovuto in parte a un cambio dei criteri – resi più stringenti – con cui viene diagnosticata la malattia nello Hubei, la provincia divenuta epicentro della malattia polmonare.

I nuovi casi confermati nella giornata di giovedì sono stati appena 349, il dato più basso dal 25 gennaio.

Un improvviso aumento dei casi è stato registrato nelle ultime ore in Corea del Sud, solo ieri 31 e portano il totale nel Paese a 82. La maggior parte dei contagiati (una quindicina, ndr) sarebbero stati infettati da una donna, durante una funzione religiosa a Daegu, città di due milioni e mezzo di abitanti situata nel sudest della penisola coreana.

In Canada non sono stati più registrati nuovi casi di contagio, mentre prosegue la quarantena dei canadesi rimpatriati da Wuhan, sia alla base CFB di Trenton che a quella di Cornwall, entrambe in Ontario.