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Coronavirus, ora più guariti che contagiati

Coronavirus, ora più guariti che contagiati

Coronavirus, ora più guariti che contagiati

TORONTO – Ora è certo, ci sono più guariti che contagiati, almeno in Cina.

Secondo i dati diffusi ieri dal governo di Pechino, nelle trascorse 24 ore ci sono stati più guariti, nel numero di 1.824, che contagiati, ovvero 1.749. Ciò significa che l’epidemia del coronavirus in Cina si è stabilizzata o che si starebbe addirittura riducendo, almeno nei numeri.

È la prima volta dall’inizio della crisi sanitaria che questo avviene e può essere il segnale che il picco massimo di contagi sarebbe stato raggiunto.

La situazione resta comunque tragica, a Wuhan, dove ci sono 50mila casi confermati e le morti sono tornate a salire. Le 136 nuove vittime di ieri portano infatti il totale ad oltre duemila pazienti deceduti. Sono infatti esattamente 2.004 i morti causati in Cina dal coronavirus mentre Hong Kong registra il secondo morto per l’epidemia.

La Commissione nazionale cinese per la salute stima a 74.185 il numero dei contagi. Le autorità sanitarie cinesi hanno riferito nel rapporto giornaliero che – a ieri – 574.418 pazienti a stretto contatto con gli infetti venivano monitorati dal punto di vista medico. Di questi, 135.881 rimangono sotto osservazione.

Nelle ultime 24 ore 1.266 persone sono state dimesse dagli ospedali della provincia di Hubei, focolaio cinese del coronavirus, dopo essere guariti dal contagio.

Sempre ieri, un responsabile regionale dell’Oms ha sottolineato gli “enormi progressi” fatti recentemente nel contrasto al coronavirus dalla sua comparsa in Cina a dicembre ma ha avvertito che è “ancora troppo presto” per abbassare la guardia. “Abbiamo fatto enormi progressi in poco tempo”, ha detto Richard Brennan, direttore per le misure d’urgenza nel Mediterraneo orientale, durante una conferenza stampa al Cairo.

E proprio in Egitto il primo caso di coronavirus in Africa, è in via di guarigione, con gli ultimi test effettuati sul paziente che risultano infatti negativi al Covid-19. Lo ha reso noto un comunicato congiunto del ministero della sanità egiziana e dell’Oms. Il paziente, un cittadino cinese, sarà comunque giudicato completamente fuori pericolo solo tra 14 giorni.

La Corea del Sud registrava ieri 15 nuovi casi confermati di coronavirus, portando il totale dei contagi nel paese asiatico a 46.

Dopo 14 giorni di quarantena, i passeggeri che sono risultati negativi al test per il nuovo coronavirus e non mostravano sintomi della malattia hanno iniziato a lasciare la nave da crociera Diamond Princess, dove un totale di 542 persone – tra cui 43 canadesi ed un italiano – è risultato positivo al coronavirus.

Molti degli infetti che si trovavano sulla nave da crociera sono stati portati in centri medici e altre decine di persone risultate negative sono state rimpatriate nei loro rispettivi Paesi.

Dei circa 3.100 passeggeri e membri dell’equipaggio rimasti sulla nave, gli anziani sono stati i primi a poter lasciare la Diamond Princess e lo sbarco continuerà sino alla giornata di domani.

Mentre è partito ieri, da Ciampino, il volo per il Giappone con a bordo il personale medico incaricato di soccorrere gli italiani sulla Diamond Princess, per quello canadese – allestito dal governo di Ottawa – bisognerà attendere la giornata di domani, venerdì. Al loro rientro, i canadesi verranno trasferiti nell’apposito centro di Cornwall, in Ontario, per il periodo di quarantena.