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Coronavirus, l’Oms: “I casi sono in calo, ma serve cautela”

Coronavirus, l’Oms: “I casi sono in calo, ma serve cautela”

Coronavirus, l’Oms: “I casi sono in calo, ma serve cautela”

TORONTO – È salito a 1.765 il numero di morti per il coronavirus Covid-19, mentre i contagi hanno superato quota 70.000, stragrande maggioranza dei quali registrati in Cina. Ma – per il tredicesimo giorno di fila – i contagi hanno continuato a calare.

Ieri, infatti, sono stati confermati 115 nuovi casi su scala nazionale al netto dell’Hubei, epicentro dell’epidemia, dove sono stati segnalati 1.933 nuovi casi.

Il trend è positivo, ma il numero uno dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, avverte che “è da interpretare con cautela, perché può cambiare in ogni momento ed è presto per dire quanto sia indicativo” visto anche il primo contagio al Cairo e la mancanza di adeguati presidi sanitari in molti Paesi africani.

L’Oms ha precisato che “sembra che il Covid-19 sia meno letale di altri coronavirus come la Sars e la Mers” e che il tasso di mortalità, rispetto ai casi accertati, “è del 2%”. Ma il rischio sembrerebbe “aumentare con l’aumentare dell’età”.

La Cina intanto continua a registrare vittime anche tra il personale sanitario: il capo del Wuchang Hospital di Wuhan, Liu Zhiming, è morto ieri, anche lui ucciso dal coronavirus.

Venerdì scorso un infermiere di 59 anni dello stesso nosocomio era deceduto a causa del Covid-19. Oltre a Wuhan, è stata “chiusa” una seconda città nella provincia cinese di Hubei: ai residenti di Xiaogan, città di 4,8 milioni di abitanti, le autorità hanno imposto di non lasciare le loro case. Chi violerà l’ordinanza, rischia un massimo di dieci giorni di carcere.

A Xiaogan, che si trova a 70 chilometri da Wuhan, sono 3.279 le persone contagiate: 70 i morti.

A Wuhan è stato dimesso il primo paziente curato col plasma, il China National Center for Biotechnology Development ha confermato l’efficacia dell’antimalarico, la clorochina, contro il Covid-19.

Grave l’errore commesso dalle autorità della Cambogia che hanno permesso lo sbarco a 1.200 passeggeri della nave da crociera americana Westerdam, dopo che la stessa era stata rifiutata dai porti di cinque Paesi. Un’anziana statunitense – scesa dalla nave – sarebbe risultata infatti contagiata ai test effettuati allo scalo malaysiano di Kuala Lumpur. Tanti altri passeggeri, però, erano stati lasciati liberi di ripartire (a bordo di aerei, ndr) dalle autorità cambogiane ed ora si sta freneticamente cercando di rintracciarli, nei rispettivi Paesi, per sottoporli a test.

Intanto il governo di Pechino sembra orientato a valutare “una decisione sul bando del commercio illegale e sul consumo alimentare di animali selvatici”. Pechino sostiene infatti che il Covid-19 sia stato propagato dai pipistrelli o dai pangolini (piccoli mammiferi in via di estinzione, ndr).