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Comunità, si chiude un anno in chiaroscuro

Comunità, si chiude un anno in chiaroscuro

TORONTO – Ci stiamo lasciando alle spalle un anno in chiaroscuro per la nostra comunità. 
Il 2016 è stato caratterizzato da una lunga serie di fatti che hanno riguardato in prima persona gli italocanadesi e di eventi che hanno avuto importanti conseguenze per la comunità di origine italiana in Canada. Dal punto di vista politico, il 2016 è stato caratterizzato dal dibattito – a volte molto duro – scatenato dal Corriere Canadese sulla mancata nomina, da parte del primo ministro Justin Trudeau, di un esponente di origine italiana al Senato. La riforma del procedimento di nomina doveva portare – o almeno erano queste le intenzioni del leader liberale – a una nuova procedura all’insegna della trasparenza e dell’imparzialità. Il risultato, almeno dal punto di vista comunitario, non è stato tra i più esaltanti e la comunità italiana non è stata premiata. Eppure qualcosa di positivo è emerso anche da questa situazione. La mancata nomina di un italocanadese è stato il pretesto per l’avvio di un dibattito, che ha trovato ampio spazio sul Corriere, riguardo l’identità e lo stato di salute della nostra comunità. L’istantanea che ne è uscita è quella di una comunità ancora divisa, frastagliata, nella quale le molteplici spinte verso il rinnovo si annullano a vicenda. Eppure questo 2016 ci testimonia ancora una volta come, quando la comunità è unita, i risultati prima o poi arrivano. Ci riferiamo alla vicenda legata al parco dedicato a Guido Nincheri, il Michelangelo del Nord America, che il consiglio comunale di Montreal voleva rinominare: in questo caso la stampa, la classe politica e la società civile italocanadese ha fatto le barricate e il sindaco Denis Coderre è stato costretto a fare marcia indietro.
Stesso discorso per i corsi d’italiano nello York Catholic District School Board, salvati dopo una lunga battaglia che ha visto protagonisti il Corriere Canadese e altre associazioni italocanadesi. 
Associazioni che qualche volta hanno vissuto dei momenti di difficoltà e che puntano al rilancio nel 2017. È il caso dei Comites, che tra il 2015 e il 2016 hanno registrato una serie di dimissioni a raffica prima di stabilizzarsi con la nuova dirigenza, per poi assistere al cambio della presidenza di Emilio Battaglia a Luigi Tosti. 
Senza dimenticare, infine, Villa Charities, che in un anno carico di punti interrogativi – uno su tutti, la partnership con lo School Board cattolico per la nuova sede della Dante Alighieri – e di cambiamenti al vertice. Dopo un anno, infatti, il Ceo Eligio Gaudio ha fatto un passo indietro e l’organizzazione è alla ricerca di una nuova guida per il 2017.
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Feb Sun ,2018