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Caccia ai fuggitivi, la polizia brancola nel buio

Caccia ai fuggitivi, la polizia brancola nel buio

TORONTO – Una caccia all’uomo senza precedenti.

Sembrerebbe che dopo otto giorni di ricerche a tappeto per riuscire ad acciuffare i due sospetti killer della British Columbia in fuga, l’Rcmp non sappia proprio a che santo votarsi.

Kam McLeod, 19 anni, e Bryer Schmegelsky, 18 sembrano svaniti nel nulla.

«Stiamo facendo del nostro meglio», ha assicurato il caporale dell’Rcmp Chris Manseau. La scorsa settimana, dopo il ritrovamento dell’auto bruciata sulla quale i due ragazzi viaggiavano, la polizia ha creduto di poter mettere la parola fine a questa brutta storia nella cittadina di Gillam, in Manitoba.

Con una comunità di 1.200 anime e solo una strada di ingresso ed una di uscita dalla cittadina, l’Rcmp pensava di essere vicina alla cattura dei due ricercati. Prima che a Gillam, alcune persone hanno riferito di aver visto Schmegelsky e McLeod – accusati della morte del docente di Vancouver Leonard Dyck e sospettati del duplice omicidio dell’australiano Lucas Fowler e dell’americana Chynna Deese – a Dease Lake in BC, a Cold Lake in Alberta e a Meadow Lake in Saskatchewan.

A Cold Lake, il 21 luglio, i due fuggiaschi sono stati aiutati da Tommy Ste-Croix, ex residente di Sudbury, solo un paio di giorni prima che la polizia desse inizio alla loro caccia in tutto il Canada. Ste-Croix ha, involontariamente, dato una mano a McLeod e Schmegelsky a liberare la loro Rav4 bloccata nel fango.

«I vostri genitori si arrabbieranno» ricorda di aver detto l’uomo ai due ragazzi che dopo avergli stretto la mano presentandosi con i loro veri nomi hanno risposto con un sorriso che “No, mamma e papà ci hanno detto di fare un lungo giro e di divertirci”.

Due giorni dopo, il 23 luglio, Ste-Croix ha scoperto sui media di aver soccorso i due ricercati per omicidio della British Columbia, ma nessuna quantità di truppe, cani, droni o elicotteri sono riusciti a trovare un indizio che possa portare ai due fuggitivi, che sono ricercati su un mandato in tutto il Canada.

Poi, domenica scorsa, quando due volontari della Bear Clan Patrol, il gruppo indigeno della sicurezza della comunità con base a Winnipeg, hanno riferito di aver individuato i sospetti nei pressi della discarica di York Landing, a quattro ore di auto a ovest di Gillam, la svolta sembrava essere vicina.

La possibilità di mettere le mani su Mcleod e Schmegelsky sembrava essere dietro l’angolo ma ancora una volta la speranza si è sgonfiata come un palloncino ad elio. «Nonostante una ricerca esaustiva non abbiamo potuto convalidare il suggerimento ricevuto», ha detto l’Rcmp.

Intanto il nervosismo e il senso di insicurezza continua a salire tra i residenti di quest’area del Manitoba: da otto giorni a questa parte non c’è stato più nessun nuovo avvistamento dei due fuggitivi.

Catturare i due giovani di Port Alberni all’inizio era parso facile come bere un bicchiere d’acqua ma ora, dopo lunghi giorni di ricerche a 360 gradi, poliziotti e militari brancolano ancora nel buio.

Nel frattempo le domande sono tante: cosa mangiano? Come si difendono da eventuali animali? Dove si nascondono? Alcuni ex agenti dell’Rcmp hanno addirittura ipotizzato che, date la natura del Manitoba così inospitale potrebbero anche essere morti e, in tal caso, i loro corpi potrebbero non essere mai recuperati. Il mistero continua.

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