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Altro passo verso lo sciopero, oltre il 95% dei prof dice sì

Altro passo verso lo sciopero, oltre il 95% dei prof dice sì

Altro passo verso lo sciopero, oltre il 95% dei prof dice sì

TORONTO – Il voto degli insegnanti delle scuole superiori dell’Ontario non lascia spazio al dubbio. A favore di una astensione dal lavoro ha votato infatti il 95,5% degli insegnanti e dei supplenti ed il 92% dei lavoratori nel campo dell’istruzione.

Lo ha comunicato ieri, durante una conferenza stampa, il presidente dell’ Ontario Secondary School Teachers’ Federation (Osstf/Feeso) Harvey Bischof.

«I nostri membri ci hanno dato un forte mandato – ha detto – i nostri membri si impegnano a difendere la qualità dell’istruzione in Ontario contro un governo che è determinato a minarla, e sono assolutamente preparati a difendere la loro capacità di o.rire il miglior ambiente di apprendimento possibile per i loro studenti».

L’Osstf può già legalmente iniziare a scioperare sebbene debba dare prima un preavviso di cinque giorni e al momento, non l’ha ancora fatto.

I docenti dell’Ontario fanno sul serio.

Mentre i negoziati tra i sindacati ed il team che rappresenta il governo proseguono, tre dei quattro sindacati più importanti stanno compiendo passi verso potenziali serrate che getterebbero nel caos le scuole di tutta la provincia.

I maestri elementari sono pronti infatti a dare il via a uno sciopero bianco a partire dal 26 novembre: le lezioni, in sostanza, si terranno come al solito ma non verranno svolte attività amministrative o compiti richiesti dal provveditorato.

Anche gli insegnanti delle scuole cattoliche elementari e superiori sono decisi a seguire le orme dei loro colleghi delle scuole pubbliche: il 97% dei maestri ha votato, qualora fosse necessario, per una astensione dal lavoro anche se al momento non si trovano ancora nella condizione di scioperare legalmente.

Gli insegnanti hanno anche avanzato la presenza di un mediatore durante i negoziati. «Dall’inizio di questo giro di trattative, il governo ha fatto di tutto per far deragliare il processo. Ha fatto commenti attraverso i media che hanno avuto un effetto dannoso sui negoziati, introdotto regolamenti e leggi che violano i nostri diritti di contrattazione collettiva e ha giocato con i cittadini per confondere le acque e far ricadere la colpa su di noi», ha detto la presidente dell’Oecta Liz Stuart. E negoziati sono in corso anche tra gli insegnanti del programma francofono e il governo di Ford.

Il leader sindacale dell’Osstf ha, per così dire, lanciato un ultimo appello al governo affinchè partecipi alle trattative in modo serio e propositivo se davvero ha intenzione di scongiurare lo sciopero.

«I nostri membri ci stanno anche dicendo, con molta enfasi, che stanno perdendo la pazienza con un governo che si rifiuta di impegnarsi in discussioni significative sui principali problemi che incidono sulla qualità dell’apprendimento nelle loro scuole – ha continuato Bischof – da quasi sette mesi stiamo aspettando una risposta significativa e seria alle nostre proposte chiave che riguardano la qualità dell’istruzione finanziata con fondi pubblici ed oggi siamo al tavolo delle trattative e non a fare picchetti. Questa è una scelta che abbiamo fatto per questa settimana perché ci impegniamo a cercare soluzioni attraverso i negoziati. Spero sinceramente che il governo Ford faccia lo stesso e non abbia intenzione di creare ulteriori conflitti inutili».

Qualche ora prima dell’annuncio di Bischof di una possibile intensificazione della disputa lavorativa, il ministro dell’Istruzione Stephen Lecce ha invitato i maggiori sindacati degli insegnanti dell’Ontario a negoziare con l’ausilio di un mediatore.

«I disaccordi rimangono su questioni chiave, inclusa la retribuzione – ha detto Lecce – avere una terza parte indipendente aiuterebbe a raggiungere una intesa. Il mio interesse è quello di giungere a un accordo che permetta ai bambini di rimanere in classe…».