Italiani all'estero: "Il Centrosinistra vuole limitare lo Ius Sanguinis, è una vergogna"

di corriere canadese del August 5, 2022

TORONTO - Un gruppo di Italiani all'estero, residenti in dieci diversi Paesi del mondo, ha inviato al Corriere Canadese una lettera nella quale denuncia il tentativo di limitare a due generazioni lo Ius Sanguinis. Ecco la lettera integrale.

Caro Direttore,

siamo Italiani residenti all’Estero simpatizzanti e iscritti a Fratelli d’Italia, attivi nella nostra comunità. Le scriviamo a titolo personale per portare alla Sua attenzione una situazione veramente incresciosa.

Nelle sedute del 15 e 22 giugno scorsi la III Commissione parlamentare, Affari Esteri e Comunitari, discuteva proposte di modifiche alla Legge 91 del 5 febbraio del 1992 riguardanti la cittadinanza Italiana e la possibile introduzione dello “Ius Scholae”. In queste riunioni diversi rappresentanti del centro sinistra, anche una deputata PD eletta nella Circoscrizione Estero, hanno fatto affermazioni non basate su fatti oggettivi e che sono offensive per la nostra dignità di Italiani all’Estero.

È per esempio molto doloroso leggere la proposta del centro sinistra di limitare a due generazioni la possibilità di riacquistare la cittadinanza Iure Sanguinis. Questo diritto civile è in vigore, senza limiti di generazione, sin dal 1865, da più di 150 anni. È un diritto che ha permesso a tanti membri delle comunità di Italiani all’Estero in tutto il mondo, che già si sentivano italiani nel cuore, di essere riconosciuti legalmente come tali. Negare questo diritto equivale a segare le nostre radici e seccare la rigogliosa pianta degli emigrati italiani.

La limitazione dello Ius Sanguinis alla seconda generazione è stata proposta dal centro sinistra nelle argomentazioni a favore della proposta introduzione dello Ius Scholae. Non vogliamo parlare di questa proposta, comunque decaduta con il termine della legislatura. Vogliamo solo sottolineare come sia radicata nella sinistra italiana la contrapposizione tra immigrati, più o meno legali, a cui tutto deve essere concesso, e il sangue italiano dei nostri emigrati, a cui tutto dev’essere negato.

Noi riteniamo che lo Ius Sanguinis sia un valore qualificante della Italianità. Sparsi per il mondo ci sono molti milioni di Italiani, che sono una ricchezza per i Paesi che li ospitano ma anche e soprattutto per la Madre Patria. Questo tentativo crudele dei politici del centro sinistra ci causa un’ ansia ed un dolore profondo; lo viviamo come un tradimento che non dimenticheremo certo alle prossime elezioni.

Il verbale della seduta riporta come la relatrice abbia affermato che l’Italia sia l’unico paese occidentale “ad avere una legge così generosa”. Forse la relatrice si riferiva alla generosità dei nostri Padri e Madri che, spinti dal desiderio di sfamare i propri figli, hanno attraversato gli oceani, affrontando con le unghie e con i denti difficoltà quasi insormontabili, aiutati dalle comunità di Italiani che li avevano preceduti in terra straniera e quasi mai dallo Stato Italiano. Questi Italiani all’Estero hanno in passato contribuito molto alla economia della Patria; i trasferimenti di denaro piu’ elevati nel secondo dopoguerra, si attestano oggi intorno allo 0,5% del PIL; quasi la stessa percentuale di PIL percorre il cammino inverso, spedita dagli immigrati in Italia verso i quattro angoli della terra. Adesso lo “zio d’America” non serve più alla sinistra, che preferisce sfruttare la mano d’opera a buon mercato.

Ancora più doloroso è leggere nei verbali che una parlamentare PD, eletta nella ripartizione America Settentrionale e Centrale ha dichiarato, riferendosi al piano della sinistra di limitare il riacquisto della cittadinanza a due sole generazioni, che “è incomprensibile riconoscere la cittadinanza a persone che non hanno più alcun legame con il nostro Paese”. Questa è un’affermazione ridicola ed arbitraria, priva di fondamento e che ignora ad esempio il fenomeno dell’associazionismo, simbolo evidente di come, aiutandosi a vicenda e privi di assistenza dallo Stato, gli emigranti italiani abbiano cercato di mantenere saldi legami con la Madre Patria e conservarne vivi e pulsanti le tradizioni, gli usi e costumi, i dialetti, insomma mantenere viva la Italianità in terra straniera.

Questa parlamentare PD ignora la realtà degli italiani residenti all’Estero o, più probabilmente, si presta a cinici calcoli politici di partito per limitare il diritto di voto di questi Italiani. Dopo gli 80 Euro, poi cresciuti a 100, dopo il Reddito di Cittadinanza, dopo i vari incentivi che stanno drogando l’economia e sballando il bilancio dello Stato, ecco la nuova invenzione della sinistra politica: limitare i diritti civili degli Italiani all’estero con la apparente scusa del loro eccessivo costo.

È quanto meno sospetto che, nello stesso momento in cui la sinistra ha provato a concedere la cittadinanza “automatica” a minorenni stranieri con appena 5 anni di studi o semplici corsi di formazione professionale, si cerchi di rinnegare il sangue italiano sparso nel mondo. Ogni goccia di sangue italiano all’Estero è un piccolo pezzo di Patria che, come tale, va protetto e difeso soprattutto dal “fuoco amico” di chi pretenderebbe, forse per cinici interessi elettorali o semplicemente per una visione materialista e oscurantista della società, di estirpare le radici della nostra Nazione, radici che si fondano nel sangue e nell’amore degli Italiani per la Patria, ovunque essi siano.

Grazie della Sua attenzione, caro Direttore. Le siamo grati se considererà opportuno dare visibilità alla nostra dolorosa protesta. La salutiamo con viva cordialità.

Lettera firmata in modo virtuale il 3 agosto 2022 da (ordine alfabetico): Maria Teresa Balbo Pagnan, Vancouver, Canada; Francesco Braga, Toronto, Canada; Pasquale Cetera, Naples, Florida; Antonio (Tony) Cristiani, Guatemala City, Guatemala; Vito De Palma, Buenos Aires, Argentina; Paolo Dussich, Santo Domingo, Repubblica Domenicana; Matteo D’Angelo, Lima, Perù; Daniel Laguna, Brasilia, Brasile; Calogera (Linda) Mancuso, Toronto, Canada; Alessio Mini, Panama City, Panama; Augusto Rolle, Santiago del Cile, Cile; Patrizio Rolle, Santiago del Cile, Cile; José Saggiomo, Caracas, Venezuela.

Foto da https://www.jobsnews.it

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