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Trasparenza e responsabilità devono prevalere

Trasparenza e responsabilità devono prevalere

TORONTO – il modo di agire della Politica in Ontario -a parte le attività organizzative- sembra aver dimenticato la parola lungimiranza. "Carpe diem", viviamo alla giornata, senza far niente o dire niente, fino a quando non si calmeranno le acque. La gravità, nel significato proprio della fisica, e non la gravitas latina che indica la serietà di una situazione, diventerà padrona di quest'avventura, se ci sarà qualcuno pronto a volare.
E il compagno di viaggio scelto è un insieme di punti di discussione, un copione, una narrazione ingarbugliata che rappresenta il tuo punto di vista, con esclusione di tutti gli altri, e che ripete fino alla nausea: al diavolo i fatti. Potrebbe sembrare  un’alternativa da preferire, invece di elaborare un piano e difenderlo. Prima o poi, comunque, si dovranno fare i conti. Nella nostra democrazia significa o un’elezione o un atto giudiziario. Entrambi appianeranno il terreno, ma non sempre e non sempre nella misura che accontenterà tutti. Tuttavia i concetti di responsabilità, trasparenza e fiducia sono ancora fondamentali.
Per esempio, cosa rara, l'ex premier Dalton McGuinty è stato convocato come testimone in un processo dove due dei suoi ex collaboratori sono accusati di “misfatti” nel governo. 
L’attuale premier Kathleen Wynne, comparirà in difesa di due dei suoi collaboratori, in un “ripensamento” di processo per la violazione di diritti amministrativi. Un giudice li aveva precedentemente dichiarati non colpevoli, dopo un’inchiesta e un processo su accuse criminali molto più gravi.
Lo stesso premier presenta cifre esigue da investire sull’istruzione, per rimediare al fallimento del sistema formativo e lo sviluppo delle conoscenze matematiche dei nostri bambini. 
Il suo ministro per l’Istruzione cerca di addolcire il Tcdsb con una carota da  32,8 milioni di dollari. Sarà mica per convincerlo a collaborare con un imprenditore privato che vuole costruire un complesso di grattacieli residenziali sul sito che ora ospita il Columbus Centre e Villa Colombo?
La presidente dello stesso provveditorato, forte della nomina per la corsa alle elezioni, contro uno dei ministri del governo della Premier, non offre un progetto per affrontare lo scarso livello di preparazione dei giovani che completano i cicli scolastici nelle scuole del suo provveditorato. Silenzio anche da parte del suo leader. È un malessere che affligge anche altri portafogli del governo. Nei Trasporti, il ministro Del Duca è accusato di “interferire nel processo decisionale” che condurrebbe all’eventuale inclusione di una stazione della linea del trasporto pubblico Metrolinx, da Barrie a Toronto.
Ci vorranno sette anni prima che quella stazione venga costruita. Fino ad allora altre 27mila persone andranno ad abitare nella zona intorno alla stazione di Kirby. Alcuni potrebbero essere gentilmente spinti a sostenere che il ministro Del Duca stia facendo il suo lavoro…guardando al futuro, tanto per dire.
Un quotidiano della città di Toronto continua ad affermare che ci sia conflitto d’interesse, perché Kirby è (ma di fatto non lo è) nel distretto elettorale del ministro. I  giornalisti del quotidiano, che non si sono recati ancora all’ufficio passaporti, richiedendo il visto per passare al nord di Bloor Street, già gridano alle sue dimissioni. Quando viene contattato, l'avversario politico del ministro accusa di  “recondite manipolazioni” ma né lui né il suo compagno candidato nel collegio elettorale dove la stazione “potrebbe” eventualmente essere allocata, si sono offerti di rispondere alla domanda: cancellerebbero la decisione? Idem per il loro leader.
Più “in zona”, i membri dell’organizzazione “Salviamo il Columbus Centre” pare stiano compilando una lista di fiduciari che concorrano contro il gruppo attuale, per presiedere il Tcdsb, e allo stesso tempo, raccolgano fondi per il lancio di una sfida legale contro la decisione di Villa Charities Inc. di demolire il Columbus Centre.  Forse, nel nostro sistema, c’è ancora spazio per la lungimiranza, dove il “piccolo uomo” può ancora vincere.
 
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