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“Sorry”, non è colpa nostra: siamo canadesi

“Sorry”, non è colpa nostra: siamo canadesi

TORONTO – Nel film satirico Canadian Bacon di Michael Moore, il Presidente Americano, la cui popolarità precipita di giorno in giorno, escogita una guerra fredda con il Canada (giacché la Russia non è interessata). Segue una invasione orchestrata da uno sheriffo di Niagara Falls, che prende la cosa troppo sul serio, con soldati americani vestiti da canadesi i quali si fanno largo spingendo  senza pietà il pubblico che visita la CN tower gridando: “Move, move”.
D’altra parte, la polizia canadese si scusa ripetutamente con i soldati di cui controllano i documenti e con il pubblico che visita la Torre. “Sorry, sorry” ripetono.
La scena illustra il carattere dei canadesi che ripetono “sorry” a proposito e sproposito anche quando non abbiamo nulla di cui scusarci.
“Sorry” è un parola che può essere un'innocua, espressione di gentilezza d’animo e quindi una caratteristica che fa onore ai canadesi. Non sempre è  una richiesta di scuse per qualcosa di errato. 
La psicologa Karina Shumann, citata in un interessante articolo di Joseph Brean, la considera anche come una “strategia di gentilezza” per stabilire un rapporto gentile, armonioso e gratificante. “Sorry” non è né giustificativo né ossequioso ma tipico della cultura canadese, come la birra, la neve e l’hockey.
È un “sorry” nordico, di buone maniere, ma può anche suggerire superiorità morale o persino  arroganza, particolarmente degli uomini che intendono scusarsi per una presunta offesa, come pure  può anche indicare un diverso sottile e malcelato senso di superiorità, come per indicare che noi non siamo americani anche se ci ammirano per la nostra gentilezza. Per Katrina Sumann, chi impara come usare correttamente “sorry” anche se in genere non cerca di imitare i canadesi, avrà modulato il suo cervello a tal punto che sarà canadese.
In genere si pensa che “sorry” rifletta la natura culturale del Canada, nonostante il fatto che le testimonianze scientifiche, secondo Brean, lascino un po’ a desiderare e scarseggino di  ferree ricerche.
Tuttavia questa nostra autoconvinzione ci procura psicologicamente una qualche consolazione. In uno studio della Università di Harvard “chi si scusa superfluamente” (superflous apologizer) è ritenuto più fidato e, per quanto esoterico, più disposto a cedere il telefono se richiesto. 
Anzi  la richiesta,“posso  usare il telefono?” è preceduta da una superflua scusa come: “Mi dispiace per la pioggia”. Incredibile dove si va a ficcare il “sorry”.
Uno studio del 2010 concluse che i giovani Canadesi tra i 18 e 25 anni quando dicono “sorry” sono più interessati a fare impressione e fare carriera stabilendo un rapporto personale su una nota positiva. 
Per quanto riguarda lo studio serio della parola sorry, Brean cita “How to be a Canadian” di Ian e Will Ferguson per i quali ci sono dodici categorie di “sorry”: semplice, essenziale, occupazionale, sottomesso, aristocratico, dimostrativo, libidinoso, ostentato, mitico, impenitente, e autentico.
“Sorry” però non è da confondere con: “excuse me” e “pardon me”. Non sia mai. “Excuse me” è una espressione decisamente sarcastica. 
E “pardon me”, secondo Harlequin Canadian Etiquette Dictionary, “non è corretto sotto nessuna circostanza perché è considerata una affettazione”.
Che il Canada ecceda nell’uso di “sorry” esempio ne sia l’annuncio pubblicato lo scorso anno su un giornale locale da Thomas Calwell  che a 72 anni, come  se, per liberarsi del senso di colpa per un episodio avvenuto 65 anni prima, annunciava: “A Howard Rosen sorry  per averti picchiato a Runnymede Public School negli anni cinquanta. Tom Caldwell”. Un record da Guinness.
C’è chi si adopera a ricercare le differenze linguistiche antropologighe e filosofiche dell’uso di “sorry”. L’umile parola non è usata dagli americani per i quali la regola è: mai dire “sorry”. Per gli inglesi da cui il Canada ha ereditato tanta cultura “sorry” ha diverse valenze.
Secondo uno studio, gli inglesi dicono “sorry” 8 volte al giorno, ma non come nel gentile uso canadese. “Sorry” viene usato per proteggere chi la usa da potenziali conseguenze di scoprire la verità. La usano per qualcosa che non hanno fanno ma non per qualcosa che hanno fatto. È anche un modo studiato e una pretesa di accettare ciò che viene percepito come una offesa.
Meglio il “sorry” canadese. Ci fa sentire più a nostro agio.
 
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