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Perché salvare il Columbus Centre, patrimonio storico di tutti

Perché salvare il Columbus Centre, patrimonio storico di tutti

TORONTO – “Quali edifici meritano di essere protetti dalla distruzione mentre Toronto attraversa un rapido, intenso sviluppo edilizio senza precedenti?” si chiede il Toronto Star .
 
Lo spunto è dato da una storia simile a mille altre cioè il destino precario di un gruppo di 40 o 41  piccole abitazioni note come Robinson Cottages a sud di  Bellwoods Park che predatano la Confederazione.
 
I residenti del quartiere chiedono di designare le case  “heritage” cioè patrimonio comune, per salvarle dall'impeto distruttivo dei bulldozers. La designazione di heritage proibisce la demolizione degli edifici,  preservati perchè patrimonio comune di tutti.
 
I criteri per la designazione sono delineati nell’Ontario Heritage Act, oltre che dall'UNESCO. 
Gli edifici devono avere valore architettonico, un legame storico con un personaggio o un avvenimento, valore artistico, artigianale o tecnico ed essere  punto di riferimento (landmark) per la preservazione  dell’eredità storica per le generazioni future.
 
Nella città di Markham, i cittadini si sono organizzati spontaneamente preservando, al centro di un  faraonico progetto edilizio di 2 miliardi  di dollari, una piccola farmhouse, perenne testimonianza dei primordi rurali della città.
 
In Toronto ci sono 100.000 edifici di cui 4500 designati “heritage” che  tuttavia non devono essere necessariamente di vecchia data come dimostrano il Roy Thompson Hall e la CN tower, di recente costruzione, ma di grande significato identitario per la città.
 
La preservazione delle memorie storiche sta diventando sempre più impellente anche per l’impegno  crescente dei cittadini. 
 
Purtroppo però i bulldozers sono più veloci e poderosi dell’amministrazione pubblica che è reattiva ai propositi demolitori e non ha risorse sufficienti, come ha lamentato il consigliere comunale del distretto,  Mike Layton, a proposito dei Robinson Cottages e come ha confermato la stessa direttrice dei servizi  Heritage della città Mary MacDonald.
 
Ne è un esempio il Columbus Centre, che si spera sarà salvato dai controversi progetti distruttivi   di Villa Charities, intesi a demolirlo. 
A quale obbiettivo? 
Per far luogo  ad un ibrido  fabbricato in cui un prossimo concetto del Columbus Centre diverrà inquilino della nuova scuola Dante Alighieri  con la parte orientale del sito “zoned” per la costruzione di grattacieli, fino a  3000 appartamenti.
 
Il progetto ha raccolto l’opposizione generale della comunità italiana e non solo.
 
Il consiglio comunale di Toronto nella primavera scorsa approvò all’unanimità una mozione della consigliera Maria Augimeri per accertare “la designazione di heritage” del Columbus Centre e così salvarlo dalla distruzione. Il procedimento è in via di attuazione.
 
Perchè dichiarare “Heritage” il Columbus Centre e salvarlo?
 
La signora Mary MacDonald ha dichiarato che il suo ufficio intende censire tutta la città, da Etobicoke a Scarborough, e non esaminerà solo gli edifici di era vittoriana, ma, ha affermato, “anche i landmark (punti di riferimento) per diverse comunità religiose, per diverse ondate di immigrati”.
 
Non tutti a Toronto hanno la stessa storia. 
 
Crediamo che  l’eredità architettonica della città rappresenta anche i valori comunitari e sociali (“the city’s architectural  heritage  represents community e social value as well”), come appunto viene unanimemente accettato a proposito di Columbus Centre.
 
L’edificio iniziale fu costruito come scuola di addestramento per ragazze, dalle Suore del Buon Pastore nel 1940 su disegno del famoso Architetto, Atrthur William Holmes, prolifico autore di numerose chiese cattoliche del sud  Ontario. Tra esse, alcune care alla nostra comunità: St. Clare su Saint Clair Avenue, St. Francis of Assisi su Grace Avenue  e College Street, nota per la processione del Venersdi Santo, St. Mary of the Angels all'angolo di Dufferin  Avenue e Davenport Avenue e St. Thomas Aquinas su Eglinton Avenue.
 
Il Columbus Centre non va  demolito e rimpiazzato da uno moderno peraltro di proprietà del TCDSB. Il Centro va salvato, perchè è un’ icona ed ha un valore culturale storico e sociale  con cui la comunità si identifica. 
 
Anche se per salvarlo basterebbe il solo valore architettonico con la prestigiosa galleria d'arte Carrier, la Rotonda la cui  architettura ricorda le magnifiche strutture delle ville del Palladio nel Veneto, oltre alla Biblioteca, il colonnato e le statue che riportano alla mente luoghi come il Pincio a Roma o la Villa Reale di Caserta e tanti altri in cui sono immortalati gli italiani più eminenti.
 
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