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Juve penalizzata, ma non si può dire

Juve penalizzata, ma non si può dire

 

Poteva finire con una goleada. Per 70 minuti la Juventus, nel match contro il Milan, ha dominato in lungo e in largo, e solo un Donnarumma in versione marziano ha tenuto a galla la squadra rossonera fino al 97’. Ma la partita di venerdì è stata archiviata e passerà alla storia per il rigore concesso a tempo scaduto e trasformato da Dybala. Un rigore contestato, che però a termini di regolamento c’era tutto. Ma evidentemente quest’anno, prima di fischiare un rigore a favore della Juve, un arbitro ci deve pensare non una ma dieci volte. Basta pensare che in tutto il campionato alla Juventus sono stati concessi solamente 3 penalty – alla Roma 12, al Milan 9 – compreso quello di venerdì. Andando a vedere gli episodi del presunto ennesimo “furto bianconero” allo Stadium, verrebbe invece da dire che la Juve è stata penalizzata dall’arbitro Massa. Perché al 10’ del primo tempo, sullo 0-0, Dybala viene falciato in area da Zapata: contatto evidente, rigore solare, ma Massa lascia correre. Per tutta la partita il direttore di gara tollera la caccia all’uomo di Pasalic – poi sostituito da Poli – e di Sosa – fino all’espulsione al 48’ – su Dybala e Pjaca. Il mezzo furto su concretizza al 43’, quando Bacca segna il gol del pareggio partendo in fuorigioco: gol da annullare. Cosa sarebbe successo a parti invertite, se nel primo tempo fosse stato negato un rigore netto al Milan e se la Juve avesse segnato in fuorigioco? Interrogazioni parlamentari, scontri di piazza e chissà cos’altro. 

Insomma, la Juve venerdì con il Milan è stata penalizzata – come all’andata, quando venne annullato un gol regolare di Pjanic su punizione – però non si può dire. Ieri il Napoli ha strapazzato il Crotone, grazie a due rigori concessi: il primo molto generoso, il secondo inesistente. Però non si può dire. Quando un arbitro sbaglia con gli altri è un errore, quando sbaglia con la Juve è in malafede: questa è la narrativa imposta da chi sta sotto in classifica. O forse la Juve vince perché è semplicemente più forte, di tutto e di tutti, degli avversari e delle polemiche.Poteva finire con una goleada. Per 70 minuti la Juventus, nel match contro il Milan, ha dominato in lungo e in largo, e solo un Donnarumma in versione marziano ha tenuto a galla la squadra rossonera fino al 97’. Ma la partita di venerdì è stata archiviata e passerà alla storia per il rigore concesso a tempo scaduto e trasformato da Dybala. Un rigore contestato, che però a termini di regolamento c’era tutto. Ma evidentemente quest’anno, prima di fischiare un rigore a favore della Juve, un arbitro ci deve pensare non una ma dieci volte. Basta pensare che in tutto il campionato alla Juventus sono stati concessi solamente 3 penalty – alla Roma 12, al Milan 9 – compreso quello di venerdì. Andando a vedere gli episodi del presunto ennesimo “furto bianconero” allo Stadium, verrebbe invece da dire che la Juve è stata penalizzata dall’arbitro Massa. Perché al 10’ del primo tempo, sullo 0-0, Dybala viene falciato in area da Zapata: contatto evidente, rigore solare, ma Massa lascia correre. Per tutta la partita il direttore di gara tollera la caccia all’uomo di Pasalic – poi sostituito da Poli – e di Sosa – fino all’espulsione al 48’ – su Dybala e Pjaca. Il mezzo furto su concretizza al 43’, quando Bacca segna il gol del pareggio partendo in fuorigioco: gol da annullare. Cosa sarebbe successo a parti invertite, se nel primo tempo fosse stato negato un rigore netto al Milan e se la Juve avesse segnato in fuorigioco? Interrogazioni parlamentari, scontri di piazza e chissà cos’altro. 
Insomma, la Juve venerdì con il Milan è stata penalizzata – come all’andata, quando venne annullato un gol regolare di Pjanic su punizione – però non si può dire. Ieri il Napoli ha strapazzato il Crotone, grazie a due rigori concessi: il primo molto generoso, il secondo inesistente. Però non si può dire. Quando un arbitro sbaglia con gli altri è un errore, quando sbaglia con la Juve è in malafede: questa è la narrativa imposta da chi sta sotto in classifica. O forse la Juve vince perché è semplicemente più forte, di tutto e di tutti, degli avversari e delle polemiche.
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