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Columbus Centre, saga dal finale incerto

Columbus Centre, saga dal finale incerto

TORONTO – Ma chi è questa gente? Perché sta buttando giù il nostro Centro e noi stessi? Questo è il saluto con il quale un numero sempre maggiore di individui rivolge  a me e al personale del Corrirere Canadese – più o meno privatamente. A volte anche con le lacrime agli occhi, incapace di nascondere la propria frustrazione alla soluzione aggressiva del o dei “Costruttore/i” di demolire il Columbus Centre e preparare il sito ad un risviluppo consistente dell’angolo sudovest di Dufferin e Lawrence.
Che siano Residenti del complesso o della zona intorno al Centro, membri del Centro Benessere o Benefattori che hanno donato per un ideale impossessatosi dell’intimo del proprio essere, sono tutti, unanimi, contro la demolizione – una deplorevole, inevitabile conclusione nella mente di qualcuno, vista la domanda presentata ora  all’Ontario Municipal Board. A prima vista, il progetto sembra ricco di incongruenze, di messaggi non chiari, di cattiva gestione e “abuso” dei fondi pubblici. Il Governo dell’Ontario ha deciso per il fermo del progetto, con conseguente richiesta di maggiori proposte più “accettabili”. C’è in gioco una cifra di 32,8 milioni di dollari – il costo per la costruzione di una nuova scuola, la quale giustificazione sta cominciando a implorare la fiducia.
La Provincia rivela scetticismo perché il rapporto con coloro che gesticono/posseggono il Columbus Centre non ha sempre soddisfatto le sue aspettative. Nell’anno fiscale 2012-2013, L’Ontario Trillium Foundation ha dato 455,700 mila dollari per “il rifacimento del tetto di 180 mila piedi quadrati dell’edificio comunitario…” I proprietari dei locali ora li ritengono “dilapidati”. Nel 2014 un “gruppo di ispettori”  composto dal Ministero dell’Istruzione e dai City’s Child Welfare Services, si precipitò sull’asilo del Columbus Centre, dopo le lamentele di genitori.  Rilevarono l’evidenza di illeciti e cattiva ripartizione dei fondi, spingendoli a sostenere una “potenziale frode”.
Le autorità iniziarono una verifica forense dei precedenti cinque anni, che durò cinque mesi, durante i quali la scuola materna fu posta sotto la supervisione del governo. I fondi furono bloccati per il 2014.
Villa Charities assunse un legale, socio della presidenza, per occuparsi dei rapporti con la stampa e per “negoziare” via ogni potenziale conseguenza dell’ispezione e ogni infrazione legale. Si arrivò a un accordo. Non ci furono capi d’accusa. A Villa Charities fu concesso di ripagare una parte dei contributi rivendicati e ricevuti durante il periodo in cui era sotto verifica. Il totale, che comprendeva gli interessi, le multe e i risarcimenti superò il milione di dollari. Né i membri del direttivo, né il personale ha richiamato il Corriere dopo ripetuti messaggi lasciati in segreteria. Nessun membro del direttivo si è ritenuto responsabile. Nel frattempo due membri, pilastri del personale, sono stati scaricati senza tanti complimenti. Sono seguite azioni legali.
L’amministratore delegato di vecchia data è stato allontanato, ma gli  è stato  concesso uno spazio all’interno della struttura, dove esercitare il suo ruolo di redattore associato per una rivista con base a Montreal, considerata ora il “periodico della casa”.
Villa Charities si è ristrutturata verso la fine dell’Estate 2014 (per parecchio tempo si era lavorato sul progetto) durante l’annuale riunione generale, riservata a pochi e vietata al pubblico e al Corriere Canadese.
In breve, sono due le entità emergenti: Villa Charities Foundation e Villa Charities Incorporated (VCI).  Due organizzazioni “affiliate”, Villa Community Living e Mens Sana, si sono ritirate dal gruppo Villa Charities.
Le controversie legali sui beni stimati tra gli 80 e 100 milioni di dollari, se non vengono risolte, potrebbero finire in tribunale.
VCI “possiede” il Columbus Centre (tra le altre “proprietà”); è un costruttore di immobili nel settore residenziale per anziani. Questo è un eufemismo per dire mini appartamenti con studio o una camera da letto – perfetti per quei genitori i cui figli sono usciti dalla casa paterna –  giovani che vogliono rendersi indipendenti, o studenti internazionali che cercano un alloggio nei pressi dell’istituto scolastico. Ci sono cinque scuole cosiddette “private” nel raggio di quattro chilometri dal territorio del Columbus Centre. Potenzialmente sei, se consideriamo la riconfigurazione della Dante Alighieri Accademy.  Il  già manager operativo della struttura è stato assunto come amministratore delegato. È durato un solo anno. Il suo sostituto, reclutato dal settore privato, pare abbia preso seriamente “l’Opportunità di aiutare Villa Charities nel riconquistarsi un posto speciale nella comunità italiana della GTA”. In meno di un anno, il rapporto con VCI si è esaurito. Poi un altro amministratore delegato è stato assunto. Il suo compito? Probabilmente quello di “vendere” il progetto ad un pubblico interessato, che comprende anche gli anziani dei due palazzi che fanno parte del territorio in possesso a VCI. Ho assistito ad una di quelle riunioni. Se solo il pubblico fosse dieci anni più giovane! Sarebbe stato difficile trattenerlo. Alla sua domanda insistente: “Ma perché volete per forza fare qualcosa che nessuno vuole?” è stato risposto, con una replica zoppicante che io parafraserei: “è ciò che i Fondatori avevano previsto”.  
Dei sette che questi erano all’inizio, solo tre sono ancora tra noi.
 
 

 

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