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Alberta: arriva l’autore del disastro nell’immigrazione

Alberta: arriva l’autore del disastro nell’immigrazione

TORONTO – L’Estrema Destra in Alberta ha conquistato il controllo del Partito Conservatore Unito. Adesso ha un “nuovo leader” da schierare contro il governo Ndp, Jason Kenney.
Esatto, lo stesso soggetto ridicolizzato dal Corriere, che l’ha già soprannominato Topolina per il suo modo disneyano di affrontare la politica dell’immigrazione e la confusione assoluta che ha creato nel Ministero.
Ha sbattuto la porta in faccia a potenziali immigranti portoghesi, che cercavano lavoro in Canada nel settore dell’edilizia in forte espansione, costringendo datori di lavoro e operai ad accordi “sottobanco” che hanno creato un esercito di lavoratori irregolari, le quali famiglie temono costantemente la minaccia di espulsione.
Secondo il funzionario governativo di turno,  disposto a rilasciare informazioni ufficiose, il numero di lavoratori “illegali”, non in regola con i documenti, in Canada, oscillerebbe tra i 500mila e il milione.
Le cifre comprendono anche  migliaia di lavoratori italiani e polacchi. 
Non c’è posto per loro qui, neanche se dovessero lasciare il loro Paese d’origine a migliaia.
Kenney ha insistito sul fatto che questi debbano dimostrare un livello di conoscenza della lingua inglese alla pari di un laureato con un Master all’università di Cambridge, prima di poter mettere in atto le loro competenze lavorative.
Niente di tutto questo, tanto per dire, è imposto dall’Inghilterra se gli stessi migranti volessero trasferirsi lì. E lo fanno, perché Kenney, e quindi il Canada, hanno sbattuto loro la porta in faccia.
Il Corriere Canadese avrebbe potuto definirlo un razzista borderline, invece si è chiesto il perché abbia rilasciato indicazioni ministeriali al suo ufficio in modo che esso non applichi la “valutazione sostitutiva”, considerata nei casi in cui la pertinenza a svolgere un lavoro abbia la precedenza sul rilascio del visto, come prevede la legge,  a prescindere dalla competenza linguistica.
La risposta di Kenney ha fatto intendere la minaccia di una querela. E uno dei suoi servili accoliti ha prontamente messo in pratica la minaccia.
Un cavalleresco approccio di Kenney all’“uguaglianza e giustizia per tutti” non gli ha impedito di esercitare la sua discrezione rilasciando un visto per tornare in Canada a Conrad Black, che altrimenti non sarebbe potuto rientrare in questo Paese. 
Aveva rinunciato alla sua cittadinanza (per diventare un lord in Gran Bretagna) ed è anche un condannato, già detenuto in prigione sia negli Usa che in Canada. Ma le sue competenze nella lingua inglese sono migliori di quelle di Kenney.
Nessuno tra i successori di Kenney ha ritenuto necessario rettificare la disparità. È una loro scelta.
Kenney, ardente ammiratore dell’ala destra nel Partito Repubblicano statunitense, può ora rincorrere il suo sogno di avvicinarsi ai suoi veri eroi: i fratelli Koch, che con i loro miliardi finanziano la ricerca ma anche le idee dell’estrema destra negli Stati Uniti. Fratelli Koch che posseggono e controllano circa il 20 per cento delle piattaforme petrolifere in Alberta.
Jason sarà un valido strumento per i loro interessi.
 
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