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A volte è meglio parlare di cose che si conoscono…

A volte è meglio parlare di cose che si conoscono…

TORONTO – Non sapevo se piangere o ridere leggendo l’articolo di un opinionista sulla saga del Presidente Trump e l’ex direttore dell’FBI James Comey, pubblicato dal rubricista dello Star, Vinay Menon. Era sull’edizione del quotidiano datata 13 aprile scorso.
Volevo ridere per tutti quegli italiani "infastiditi  di esserlo" in Canada, auto convinti che tutti li considerano come "mainstream". Ora sono diventati "qualcun(altro)". Beh, così non sembra, secondo Vinay Menon. Ecco un piccolo passo della critica di Menon su un libro che non ha letto, dove cita la caratterizzazione di Trump, fatta da Comey, simile ad un mafioso: "agisce con gli stessi modi del crimine organizzato e ha trasformato la Casa Bianca in un avamposto della piaga siciliana".
Siamo nel 2018. Vinay Menon è la sintesi del "colto per riflesso". Io ho subito pensato che la citazione di Comey (presa da un libro che non è ancora in vendita) si riferisse ad elementi criminali di New York. Si sa, quelli negli States.
Ora sto attendendo che il libro colpisca le vetrine (senza gioco di parole, sono solo un povero ragazzo immigrato – italiano per giunta – che cerca disperatamente di imparare la lingua). Forse il libro contiene la descrizione della piaga siciliana, o ancora meglio, qualche correlazione scientifica tra i modi di fare del crimine organizzato e la piaga siciliana, nel mondo in cui vive Menon. 
Quest’ultimo dichiara di avere una laurea in Scienze. È probabile che abbia studiato i siciliani da vicino ed abbia avuto l’occasione di esaminare il loro DNA, quindi le sue osservazioni mirate devono essere qualcosa di più di una gratuita "campagna di denigrazione".
Siamo nel 2018 e il mio riso si sta trasformando in pianto. Forse, e sottolineo forse, l’analisi socio scientifica di Menon è così convincente che egli stesso stia traendo conclusioni applicabili a qualsiasi italiano. Dopo tutto, condividiamo gli stessi 4.000 anni di storia.
È possibile che uno scrittore per una pubblicazione che si presenta come modello di una società canadese progressista, inclusiva, lungimirante, stra-tipicamente contemporanea, cada nel compiacente disprezzo verso il valore di una delle comunità più antiche di Toronto?
Pare proprio di sì. Dev’essere qualcosa di radicato nell’intimo.
No, mi sono detto, dev’essere il risultato della vicinanza con certi "lustrascarpe"  che si dilettano a distruggere il contributo dato dai loro predecessori per lo sviluppo della civiltà occidentale. 
Gli stessi  sono noti  sostenere che la comunità italiana "non esiste" perché sono troppo codardi nel parlare. Credo che andrò ad informarmi sulle origini di Menon, per risollevare il mio spirito. Non sarà troppo faticoso. 
 
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