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Villa Charities, quanta ipocrisia

Villa Charities, quanta ipocrisia

Villa Charities, quanta ipocrisia

TORONTO – Il 30 novembre, all’angolo di Lawnence e Dufferin, di fronte al Columbus Centre, ma su suolo pubblico, si è conclusa la cerimonia della inaugurazione della targa che riconosce il carattere di valore culturale del Centro (heritage site) che lo protegge da potenziale demolizione.

Avevo promesso che sarei stato presente alla cerimonia a qualunque costo e con qualsiasi tempo perché rappresentava il coronamento di una lunga battaglia della comunità italiana e degli amici ebrei per salvare il Centro dalla distruzione.

Ero presente insieme ad amici del CTI alcuni dei quali venuti da Windsor su mio invito. Perché no? Era un momento di soddisfazione e di orgoglio. Noi italiani siamo fatti così. E perciò quando si inseriscono degli elementi difficilmente spiegabili che vanno a finire come i cosiddetti “guastafeste”, ci si lascia un sapore aspro in bocca.

Per essere onesto, non sono rimasto per niente contento di come si è svolta la cerimonia; di chi ne ha colpa non interessa. Però, per essere breve e venendo al dunque, persone che hanno lavorato sodo per circa due anni per la salvaguardia del Columbus Centre sono state poche alle quali ad onore del vero è stato dato il riconoscimento e ancora di meno a chi dato l’opportunità di parlare alla comunità.

Mi riferisco in maniera particolare a Maria Augimeri, allora consigliere comunale che il 13 giugno del 2017 presentò al consiglio comunale di Toronto una mozione per riconoscere il Columbus Centre come sito di valore culturale cioè heritage site che ha reso possibile salvare il Centro.

Ad altri non meno meritevoli per il loro impegno e contributo – professionisti come Rocco Galati, Elio Costa, Odoardo Di Santo, Joe Baglieri, Christine Genowefe – che hanno trascurato il proprio lavoro per dedicare anima e core alla causa del Columbus Centre, insieme a tanti amici ebrei.

E mi scuso con chi non viene menzionato, non per cattiveria ma perché sono arrabbiato e la memoria vacilla.

Lo scoprimento della targa è stata una occasione storica per la nostra comunità. Per me doveva essere una festa gioiosa della comunità e l’occasione per dare il dovuto riconoscimento a chi ha contribuito a raggiungere lo scopo.

Hanno passato il microfono invece ad un certo Sandro Veltri, Presidente attuale di Villa Charities. Proprio a quella organizzazione ostile che voleva rimpiazzare un asset comunitario con un progetto a scopo di lucro personale. Sconfitto, almeno per il momento, aveva perfino proibito il posizionamento della targa sul terreno del sito salvato. Che ipocrisia.

Franco Misuraca