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“Tempi biblici al pronto soccorso, vi racconto l’odissea di un mio familiare”

“Tempi biblici al pronto soccorso, vi racconto l’odissea di un mio familiare”

“Tempi biblici al pronto soccorso, vi racconto l’odissea di un mio familiare”

TORONTO – Con l’inizio del nuovo anno avrei voluto scrivere qualcosa di bello, di gratificante per tutte quelle persone che si sono distinte per la loro operosità e generosità a beneficio di chi è meno fortunato, purtroppo l’esperienza che ho vissuto il giorno di Natale ha così sconvolto la mia mente che ancora oggi non riesco ad essere me stesso.

Quella che ho vissuto non lo augurerei neanche al peggiore dei miei nemici “se ne avessi uno”. Erano circa le 23 del 25 dicembre 2019, quindi il sottoscritto Franco Misuraca con uno dei miei familiari ho varcato la soglia dell’ingresso di emergenza del McKenzie Hospital, al n. 10 Trench St.

Dopo la prassi di registrazione, viene chiamato il nostro numero e quindi mi avvicino allo sportello accettazione. Ed è qui che comincia il calvario.

Non entro nei dettagli altrimenti ci vorrebbe un giorno intero, comunque passata un’ora cerco di parlare con qualcuno, ma né il caposala né il supervisor davano risposte alle mie domande. L’unica cosa che sono riuscito ad ottenere è stata un’intimidazione da parte di un addetto alla sicurezza.

Intanto il mio familiare si contorceva sopra una sedia per il dolore addominale per il quale eravamo lì, e venendo avvicinato da un altro addetto alla sicurezza, che gli intimava di non lamentarsi, perché disturbava gli altri pazienti.

Comunque per essere visitato da un medico si sono fatte le ore 3 di mattina del giorno seguente. Gli viene prescritto un CT addominale Pelvis WC ECG 132 Lead. Per avere i risultati abbiamo dovuto aspettare mezzogiorno.

Non molto tempo fa un’agenzia che valuta la qualità della vita di ogni città, inserisce fra le prime in graduatoria la provincia dell’Ontario. Vorrei sapere da questi esperti da strapazzo come fanno a fare tali affermazioni.

La città di Toronto è teatro quotidiano di sparatorie ed omicidi, ed i problemi dovuti al traffico è meglio non menzionarli.

La provincia dell’Ontario si trova ad essere amministrata dal peggior Premier che la storia possa ricordare. Le scuole sono in un caos che pare infinito. I provveditorati scolastici sono un circo equestre dove la corruzione regna sovrana, dove le graduatorie degli insegnanti sono vendute al miglior offerente.

Ci sarebbe poi da dire anche sul disgustoso matrimonio tra Villa Charity ed il Toronto School Board. O del “Comunismo del 20esimo secolo” protratto dal L.C.B.O., il quale decide cosa dobbiamo bere oppure no.

Oltre ai fiumi di inchiostro che ci vorrebbero per elencare tutti i corrotti in questi campi.

Ritornando alla sanità pubblica e quindi all’ospedale in questione, sicuramente ci sono professionisti di talento, medici e paramedici da far invidia ad altri Paesi. Il grande problema è l’amministrazione che essendo al di sopra di tutto, pensa soltanto ai suoi stipendi ed il resto non conta.

A questo punto sarebbe necessario che le opposizioni di questo Governo si adoperino per un’interrogazione parlamentare.

Scrivo l’ultima come la barzelletta di Pierino. Circa 30 anni fa, anch’io fui ricoverato presso lo stesso ospedale con dolori addominali. Dal cantiere dove lavoravo mi recai con la macchina all’ospedale per poi essere operato di appendicite, come da carella clinica.

Qualche anno fa, per altri piccoli controlli di salute, sono stato ricoverato nuovamente al Toronto General, e dal questionario che si è tenuti a compilare prima di qualsiasi intervento chirurgico, io avrei dovuto segnalare la mia operazione di appendicite avvenuta 30 anni prima.

Ma con grande meraviglia e disappunto, il medico mi faceva notare che non sono mai stato operato di appendicite e che la stessa si trovasse al proprio posto.

Tempo fa in una lettera pubblicata dal Corriere Canadese scrivevo cosi’: “O la terra si alza oppure il cielo si abbassa!”. Vacci a capire qualcosa.

Franco Misuraca