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“Pericolo scampato per il nostro Columbus Centre”

“Pericolo scampato per il nostro Columbus Centre”

La difesa delle icone della nostra comunità continua ad appassionare i nostri lettori. Di seguito pubblichiamo una lettera scritta da Franco Misuraca, esponente del Comitato Tricolore per gli Italiani nel Mondo.

TORONTO – Prima o poi tutti i nodi arrivano al pettine e nel nostro caso si pone fine felicemente per la Comunità ad un rischio che per oltre due anni poteva creare premesse funeste.

Si è finalmente posto fine alla eventualità di veder svanire nel nulla ciò che i soliti speculatori, tutori della lobby dei palazzinari, stavano tramando per far divenire il Columbus Centre e le aree tutte ad esso annesse, ivi compreso Villa Colombo, un ginepraio di fabbricati come del resto avevano tentato di fare con Casa Italia.

La parte migliore della comunità, quella che quotidianamente è impegnata a rendere questo Paese che ci ha ospitati in un luogo dove vi è una piacevole qualità della vita, ha, dopo più di due anni di incontri, dibattiti e manifestazioni, definitivamente scongiurato il pericolo che il desiderio di chi ha solo interessi economici da tutelare, si realizzassero.

Il Columbus Centre, orgoglio della comunità, è stato realizzato dalla comunità che contribuì con centinaia di migliaia di piccole donazioni anche di un solo dollaro, meta di tutti coloro che rappresentanti dell’Italia sono venuti in Canada, ma anche di familiari di italocanadesi che giungevano per visitare i loro congiunti.

Nei primi anni di vita quando il Columbus Centre rappresentava il fulcro della comunità vi è sempre stato un coinvolgimento della stessa anche nella scelta degli amministratori finché non vi è stato un chiudersi nelle segrete stanze e conseguentemente la trasformazione in una lobby affaristica.

Da quel momento nulla si è saputo più del rinnovo dei legali rappresentanti che non si considerano più i gestori di un bene comunitario ma board of director di una impresa commerciale.

Non ci si ricorda più che il tutto iniziò con un grant del Governo dell’Ontario e che certe trasformazioni come quella che si sta materializzando sono contrarie alla legge.

Si assiste a passerelle di personaggi autoproclamatisi rappresentanti della comunità che, creati mezzi di comunicazione per coprire i propri affari, si atteggiano a paladini della comunità.

La domanda che la comunità si pone è quella di sapere se è mai possibile che una associazione non-profit possa trasformarsi in una società commerciale che negli anni ha prodotto ricchezza che, per altro, non sa dove sia andata a finire.

È opportuno che si azzeri tutto e si proceda ad un rinnovo totale coinvolgendo la comunità. Forse è giunto il momento in cui sia il Governo Federale che il Governo Provinciale procedano ad accertare se quelle circostanze che determinarono la concessione di finanziamenti e contributi ancora sussistono e se no, come gran parte della comunità ritiene, intervengano per ripristinare le originarie concessioni e far rispettare quei principi che ne consentirono l’elargizione.

Forse è il caso di rinnovare totalmente gli organi direttivi della Fondazione che gestisce il Columbus Centre coinvolgendo in modo sostanziale l’intera comunità che ha il diritto dovere di esprimere i propri desideri.

Franco Misuraca