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“Con Doug si cambia, l’aumento della paga minima era insostenibile”

“Con Doug si cambia, l’aumento della paga minima era insostenibile”

TORONTO – Egregio direttore, essendo stato invitato a commentare sull’articolo di Odoardo Di Santo: Doug Ford… Indietro a tutta forza, sono quasi costretto a contraddire totalmente la sua opinione.

Evidentemente Odoardo e compagni ancora non accettano la svolta di 180 gradi scelta decisivamente e democraticamente dall’elettorato dell’Ontario, che, pur volendo un nuovo partito, non ha scelto il suo partito NDPno.

Anche la nostra comunità (Incluso il distretto di Vaughan, che è maggiormente composto da Italiani) ha deciso di non sostenere più tanti nostri validi deputati, per eleggere un partito meno burocratico, che rispetti i nostri soldi e più favorevole alle piccole imprese, che creano l’80% dei posti lavorativi.

Come osa il nostro Odoardo, che rispetto come persona, ma mai le sue tendenze politiche, scrivere sia nella versione Italiana che in Inglese, che il proposto aumento della paga minima era “MODESTA?”. Per lui ed i suoi seguaci, oltre un terzo d’aumento è considerato modesto?

Caro direttore, le scrivo da datore di lavoro da ben oltre 55 anni. Sì, personalmente sono stato costretto a ridurre di 6 le ore lavorative nel mio ufficio nei giorni del fine settimana.

Grazie ai text messages, indistintamente tutti gli studenti che ho assunto negli ultimi anni, non sono in grado di rispondere al telefono professionalmente.

Non usano mai la parola: Thank You. Terminano le loro conversazioni SEMPRE con: Haha, ok, that’s fine, no problem. Questi sono ragazzi che frequentano ancora il liceo.
Come si può considerare tale aumento equo, se si considera che in Ontario oggi ci sono molte proposte di lavoro per giovani laureati sotto la soglia di $20 l’ora?

Perché Odoardo non ha menzionato che questa era stata una promessa elettorale mantenuta dal partito di Ford, nonché l’esenzione di tasse da parte di persone che guadagnano meno di $30.000.00? YES, ONTARIO IS OPEN FOR BUSINESS!

Ricordo vivamente negli anni settanta quando Pierre Trudeau disse che voleva eliminare la nostra dipendenza dagli Usa, cercando di espandere le nostre esportazioni nel resto del mondo. Purtroppo mezzo secolo dopo, anche suo figlio non ha ancora imparato che la posizione geografica influisce molto con chi avrai a trattare per quanto concerne l’esportazione.

Un’altra importante lezione che l’attuale governo ancora non vuol accettare è che bisogna sempre cercare di andare d’accordo con l’amministrazione a Sud di noi, perché è quella che ci sostiene. Difatti, ancora oggi l’80% delle nostre esportazioni sono dirette verso di loro.

Egregio direttore, la mia domanda è molto semplice: considerando che noi siamo circa il 10% della popolazione statunitense, come si può offrire una paga iniziale agli studenti all’incirca doppia di quella offerta in America e rimanere competitivi? I sindacati hanno spesse volte messo l’Italia in ginocchio, così come hanno fatto in Nord America nell’industria automobilistica.

Durante i miei 60 anni in Ontario, non ho mai sentito un esponente sindacale proteggere i diritti di un piccolo lavoratore, soltanto dei loro membri.

Cari lettori, se Odoardo ed i suoi NDPini fossero attualmente al governo, il 48% della gente in Ontario, avrebbe dovuto trascorrere il nostro imminente Natale senza elettricità, al freddo, col rispettivo numero di aziende chiuse nella nostra provincia e di conseguenza con centinaia di migliaia di persone senza lavoro.

Grazie di vero cuore a tutti coloro che hanno votato giusto. “Shortage of labour in the construction industry is well known, well documented fact”. I CAN NOT AGREE WITH HIM MORE! Probabilmente Odoardo non ha letto gli ultimi articoli sul nostro Corriere, che hanno molte volte e chiaramente evidenziato che Trudeau ed i Liberali accettano pochissimi Italiani, non ammettono emigranti dall’Europa del Sud e dell’ East.

Da ex deputato Odoardo sa che questo è un problema federale e non provinciale. Almeno nel periodo natalizio, diamo a Dio quello che è di Dio ed a Cesare quello che è di Cesare! La ringrazio dell’ospitalità e la saluto distintamente.

Luigi Nunno