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“Abbandoniamo le donne incinte e fingiamo di aver dato loro una scelta”

“Abbandoniamo le donne incinte e fingiamo di aver dato loro una scelta”

Caro editore,

Visto l’esordio del film Unplanned e il contemporaneo giro di vite sugli immigrati illegale da parte della CBSA, il vostro servizio sull’aborto del 12 luglio, 2019, è stato tempestivo e benvenuto. Affrontare l’aborto in termini razionali ed economici – come avete fatto voi – è fondamentale a mio parere.

Forse è giunto il momento di porre una domanda semplice, pratica, se anche scomoda: cioè, se noi, come società, forniamo, anzi accettiamo, una facoltà – “scelta” – finanziaria per una donna in stato di gravidanza, abbiamo bisogno dell’immigrazione?

I fondi per servizi d’integrazioni per gli immigrati ci sono sempre. Ma il costo elevato per l’assistenza diurna e l’alloggio, in sé, pongono un invito velato per l’aborto. Intanto, solo quest’anno, accetteremo 20mila anziani genitori e nonni che potenzialmente graveranno sul nostro sistema sanitario. E poi ci lamentiamo di non poter trovare fondi per aiutare una donna lavoratrice incinta a pagare le bollette.
Per diversi anni, il suo giornale ha trattato l’immigrazione come un problema demografico-economico. Se la memoria non m’inganna, ripeto una parafrase di uno dei tuoi editoriali schietti: la nostra economia crescerà solo se esiste una massa di persone che la sostenga, quindi; se non generiamo i nostri figli (successori) dobbiamo portarli da altrove.

Finanziamo la formazione linguistica e il benessere per i bambini di altre persone, ma non possiamo aiutare una ragazza nel momento in cui dà il bambino in adozione. L’elenco di attesa per l’adozione è lungo quanto l’elenco di attesa per l’immigrazione. Quale è il motivo economico che giustifica l’uccisione dei nostri figli in utero?

Perché “scegliamo” di spendere soldi per l’immigrazione, “scegliamo” di abbandonare finanziariamente le donne incinte per poi fingere di avere dato loro una “scelta” quando uccidono quel loro bambino in utero? È possibile, per la scienza, che nessun essere esista prima di venire alla luce?

Non ci sono risposte semplici a domande difficili. Ma non ci possono essere risposte se non facciamo le domande.

Per il resto, perché individui i nostri amici americani come “estremisti” sulla questione dell’aborto? Cosa c’è di più estremo del Canada che non pone assolutamente nessuna condizione per finanziare l’industria dell’aborto? I nostri amici discutono con passione. Uccidiamo a sangue freddo e lo chiamiamo “scelta”.
Romano Sapone